Un intervento economico per tentare di ridurre i disagi di chi vive lontano dai principali presìdi sanitari. È l'obiettivo di una proposta presentata in Consiglio regionale all'interno del disegno di legge di assestamento del bilancio di previsione 2026-2028. L'emendamento, promosso dal capogruppo di Fratelli d'Italia Carlo Riva Vercellotti, chiede di destinare 300 mila euro per il 2026 all'avvio sperimentale di una struttura medica e infermieristica mobile.
Se il testo dovesse superare l'esame dell'aula, l'iniziativa andrebbe a interessare otto aree piemontesi individuate per la forte carenza di servizi e per la distanza geografica dagli ospedali. Il finanziamento servirebbe a coprire i costi del personale e il noleggio annuale di un mezzo attrezzato, la cui operatività verrebbe gestita da Azienda Zero prevalentemente nei fine settimana, ruotando tra le varie strutture sanitarie locali. La misura punta a erogare prestazioni aggiuntive rispetto ai livelli essenziali di assistenza, affiancando la rete esistente.
"Dobbiamo rendere concretamente universale il nostro sistema sanitario, evitando che la distanza da un ospedale diventi un ostacolo all’accesso alle cure", sostiene il consigliere regionale astigiano Sergio Ebarnabo, ricordando che precedenti test sul territorio hanno dimostrato la fattibilità di visite specialistiche e screening itineranti. "Per territori come quello Astigiano, caratterizzati da numerosi piccoli comuni, aree collinari e una popolazione anziana diffusa, un ambulatorio mobile potrebbe rappresentare una risposta molto importante", conclude il consigliere, precisando che il servizio non sostituirebbe i medici di base, ma servirebbe a raggiungere le persone con ridotta mobilità.














