L'amministrazione comunale di Asti compie un passo decisivo verso il potenziamento del presidio territoriale. La Giunta ha infatti approvato il documento di fattibilità per l'installazione di un nuovo impianto di videosorveglianza, un intervento strategico che mira a rafforzare l'ordine pubblico e a contrastare i fenomeni di criminalità diffusa.
Il piano, redatto dallo Studio di Ingegneria Biglia, prevede un investimento complessivo di 230.908 euro. Di questi, ben 200.908 euro derivano dalla candidatura della città a un bando ministeriale nell'ambito dei patti per la sicurezza urbana, mentre i restanti 30.000 euro rappresentano il cofinanziamento garantito da palazzo civico.
I nuovi occhi elettronici sulla città
L'ampliamento della rete di controllo è stato pianificato in stretta sinergia con la Questura di Asti, che ha preventivamente condiviso e accettato le dieci aree sensibili individuate. Le nuove telecamere andranno a coprire snodi cruciali per la viabilità e luoghi di forte aggregazione.
I dispositivi saranno posizionati a presidio del Palazzo Mandela tra parcheggio e uffici dell'Anagrafe, nel piazzale antistante la stazione ferroviaria e in piazza Statuto. L'attenzione si concentrerà anche sugli incroci strategici, con telecamere previste tra corso Alla Vittoria e corso Luigi Einaudi, tra corso Matteotti, via Gramsci e la rotonda di piazza G. Marconi, oltre che in corso Torino all'altezza di via Filippo Corridoni.
Il controllo si estenderà poi tra corso Palestro e via Ticino, all'incrocio tra via Ticino e via Po, e in via R. Sanzio angolo via L. Bistolfi. Infine, un punto di monitoraggio sarà dedicato all'area del cimitero cittadino.
Iter e tempistiche
La proposta per questo progetto è stata avanzata dall'assessore alla Sicurezza, Polizia Municipale e Protezione Civile Luigi Giacomini e la delibera è stata approvata all'unanimità dalla Giunta, presieduta dal sindaco Maurizio Rasero.
Il documento è stato dichiarato immediatamente eseguibile per consentire un rapido avvio delle procedure attuative e l'infrastruttura, una volta terminata, prevede anche un piano di manutenzione degli impianti assicurato per almeno cinque anni. In fase di progettazione definitiva, l'intervento verrà poi inserito nel piano triennale delle opere pubbliche














