Un mix di agilità, assenza di contatto fisico e profondo rispetto per l'avversario. È questa l'essenza del tchoukball, lo sport che in questi giorni sta regalando grande orgoglio alla nostra città. La spedizione tricolore ha infatti conquistato il gradino più alto del podio ai campionati europei svoltisi al Centre Sportif Macolin, in Svizzera.
Tra i protagonisti assoluti di questa straordinaria impresa sportiva c'è un talento di Asti: Francesco Pellitteri ha sollevato il prezioso trofeo continentale difendendo i colori della nazionale italiana M40.
Cos'è esattamente il tchoukball?
Per chi non avesse familiarità con i campi dotati di reti elastiche, il tchoukball è uno sport di squadra nato negli anni Settanta dall'intuizione del medico svizzero Hermann Brandt. L'obiettivo del suo ideatore era tanto nobile quanto ambizioso: creare un'attività agonistica capace di annullare i traumi, eliminando qualsiasi scontro fisico tra i giocatori e mettendo al centro il puro gesto atletico.
Le regole fondono dinamiche tipiche della pallamano, della pelota e della pallavolo. Si gioca su un campo alle cui estremità sono posizionati due speciali pannelli elastici inclinati. Per segnare un punto, la squadra in attacco deve scagliare il pallone contro la rete del pannello, facendo in modo che il rimbalzo tocchi il pavimento prima che i difensori avversari riescano a intercettarlo al volo. La grande particolarità tattica risiede nel fatto che ogni squadra può attaccare e difendere su entrambi i lati del campo, rendendo l'azione frenetica, spettacolare e ricca di continui rovesciamenti di fronte.
La cavalcata verso l'oro continentale
L'avventura elvetica di Pellitteri e compagni si è conclusa nel migliore dei modi al termine di una finalissima decisamente serrata, disputata contro la temibile compagine del Regno Unito.
Il tabellone finale ha sancito la vittoria azzurra con il punteggio di 53 a 51, un risultato di strettissima misura che ben testimonia l'intensità e l'equilibrio di un incontro giocato letteralmente punto su punto. Il successo conquistato oltre confine corona un percorso fatto di allenamenti intensi e dedizione, portando sul tetto d'Europa non solo la nazionale italiana, ma anche il prestigio dell'intero movimento sportivo astigiano.














