Asti è una provincia che vive in equilibrio instabile tra tradizione e cambiamento. Lo si vede chiaramente nei dati dell’indagine del Sole 24 Ore sulla Qualità della vita per fasce d’età, che misura il benessere di bambini, giovani e anziani attraverso 60 indicatori: servizi, opportunità, sicurezza, salute, ambiente, economia. Il Piemonte, nel complesso, si comporta bene. Ma Asti racconta una storia diversa: più sfumata, più fragile, più complessa.
Nella classifica dedicata ai bambini (0–10 anni), Asti si colloca al 71ª posto in Italia (su 100 province totali). Non è una posizione drammatica, ma è un segnale: la provincia non riesce a competere con i territori più dinamici del Nord: Torino, per dire, è 22esima. Gli indicatori che la penalizzano sono quelli legati alla natalità, alla densità di servizi educativi, alla qualità dell’ambiente urbano. Asti resta una provincia dove crescere è possibile - e spesso piacevole - ma dove le famiglie percepiscono una certa distanza dai poli più attrezzati.
Nella fascia 18–35 anni c'è una sorpresa: Asti si piazza infatti 30ª in Italia. E' tra le peggiori per quanto riguarda la sicurezza stradale ectra-urbana, quindi per numero di incidenti che coinvolgono i giovani, ma è subito fuori dal podio per quanto riguarda i matrimoni ogni mille abitanti (sempre nella fascia under35) e per quanto rguarda la soddisfazione dei giovani per il loro lavoro. Pesa però la distanza dai grandi poli universitari.
Nella classifica dedicata agli over 65, Asti è invece 66ª. Il dato chiave è l’importo medio delle pensioni: 21.763 euro, un valore che la colloca nella parte bassa della graduatoria nazionale. Qui emergono due dinamiche: Asti è una provincia che invecchia molto, con una popolazione anziana numerosa e spesso residente in piccoli centri. E i servizi di prossimità, come trasporti, assistenza e sanità territoriale, non sempre riescono a tenere il passo. Non è una provincia ostile agli anziani, anzi: la qualità della vita quotidiana è buona, i ritmi sono compatibili, la socialità è forte. Ma la dotazione di servizi non è all’altezza delle province più strutturate.
A penalizzare Asti è il confronto con le altre province della regione. Il Piemonte, infatti, mostra alcune punte di eccellenza, in particolare Cuneo, Novara e Torino).














