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Attualità | 31 agosto 2026, 06:54

Una studentessa di Nizza Monferrato a colloquio con il patriarca di Gerusalemme per costruire la pace

​Benedetta Giulia Marchelli ha incontrato a Pavia il cardinale Pizzaballa dopo un intenso scambio epistolare sul ruolo dei giovani di fronte alla guerra

Suor Paola, Benedetta, il cardinale e la mamma di Benedetta

Suor Paola, Benedetta, il cardinale e la mamma di Benedetta

​Ci sono dialoghi capaci di oltrepassare i confini dei conflitti e arrivare dritti al fulcro delle questioni umanitarie. È quanto vissuto da Benedetta Giulia Marchelli, ex alunna dell'istituto "Nostra Signora delle Grazie" di Nizza Monferrato e futura animatrice del locale centro estivo.

 Lo scorso 28 agosto, nel vescovado di Pavia, la giovane ha potuto incontrare personalmente il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme. Un faccia a faccia nato da un'esigenza profonda: domandare a chi vive il dramma del Medio Oriente in prima linea cosa possano fare concretamente i giovani per arginare l'indifferenza.

​Il valore dei piccoli gesti
 

​Il percorso verso questo appuntamento è iniziato in primavera. Spiega Benedetta: "All'inizio di aprile avevo scritto al patriarcato latino di Gerusalemme una lettera, nella quale chiedevo al cardinale, impegnato in prima persona nell'aiuto della popolazione a Gaza, come noi ragazzi avremmo potuto creare la pace, dato che in questo ultimo periodo pare essere avvolta da un velo di indifferenza".
​La risposta non si è fatta attendere e ha evidenziato come la costruzione della pace non sia un'esclusiva delle alte sfere politiche. "Nella lettera che mi ha mandato ha spiegato come questo elemento non sia creato solo dalle istituzioni, ma anche dai piccoli ed importantissimi gesti di empatia che ognuno di noi dovrebbe compiere".

 Tra le righe del messaggio, il patriarca ha tracciato una rotta chiara per le nuove generazioni: "La pace è composta da gentilezza, onestà, lealtà e anche dal saper chiedere perdono".
 

​Tra le macerie di Gaza
 

​L'incontro in Lombardia, a cui hanno partecipato anche i genitori della ragazza e suor Paola Cuccioli, ha permesso di inquadrare una realtà cruda e complessa. "Il cardinale mi ha parlato della situazione umanitaria a Gaza e in Cisgiordania, che più che mai è drammatica e difficile", prosegue la studentessa nicese. I racconti raccolti hanno restituito un'immagine nitida della quotidianità nei territori palestinesi: "Mi ha raccontato di come gli spazi per gli incontri dei giovani, come ad esempio le università, siano stati distrutti e di come spesso lui e i bambini nella Striscia siano costretti a parlare insieme in mezzo a cumuli di macerie, senza mai perdere il coraggio di pensare ad un futuro".
​Un'esperienza che lascia un segno indelebile nel percorso di crescita personale e civile. "Questo incontro è stato per me di grande aiuto e mi ha fatto comprendere le vere atrocità che ogni conflitto comporta", conclude Benedetta Giulia Marchelli, rivolgendo un pensiero al domani: "Ho capito che nel mondo una riconciliazione sana e duratura è indispensabile per il presente e per le generazioni future".

Betty Martinelli

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