Dietro ogni grande eccellenza del bere miscelato e della tradizione piemontese non ci sono soltanto ricette, botaniche e numeri di mercato, ma soprattutto le persone che ne custodiscono il sapere e ne alimentano il valore giorno dopo giorno. Con questo spirito, nella prestigiosa cornice della Douja d'Or di Asti, il Consorzio del Vermouth di Torino ha assegnato il riconoscimento ufficiale di Ambasciatori e Ambasciatrici del Vermouth di Torino a sei figure di spicco che hanno impresso un segno profondo nella crescita e nella diffusione della denominazione.
L'ente consortile, nato nel 2019 e oggi rappresentante del 99,8% di una produzione che supera i 7 milioni di bottiglie diffuse in 82 Paesi del mondo, ha voluto ribadire che la tutela di un marchio storico coincide con la valorizzazione della sua memoria viva. Tra i premiati, la componente della continuità industriale e dell'apertura internazionale è stata incarnata da Giorgio Castagnotti, tra i padri fondatori del consorzio ed ex figura di spicco di Martini. Al suo fianco, il contributo alla profondità del racconto culturale è giunto da Francesca Bava, attiva fin dagli albori del sodalizio e protagonista del recupero del marchio storico Chazalettes attraverso la rilettura di un ricco patrimonio familiare e produttivo.
Il radicamento territoriale e il supporto organizzativo hanno trovato il giusto tributo nell'operato dell'Unione Industriale della Provincia di Asti. Il riconoscimento è stato infatti conferito a Maurizio Spandonaro, direttore dell'associazione datoriale, per il sostegno continuativo e la visione garantiti al progetto nell'arco di dodici anni insieme alla propria struttura. Nella medesima squadra ha operato Lorenzo Paniate, che ha messo a disposizione le proprie competenze per il coordinamento delle attività e per le rassegne promozionali sul territorio astigiano. Ruolo analogo e centrale è stato quello svolto da Irene Lunghi, ribattezzata ormai nell'ambiente con l'affettuoso appellativo di "Miss Vermouth", punto di riferimento costante nei rapporti con la base associativa e con il Consiglio di Amministrazione.
A chiudere il gruppo dei sei insigniti è stato Federico Piemonte, volto di riferimento della Banca del Vino di Pollenzo, luogo che ospita il quartier generale del consorzio e dove una sala permanente consente a visitatori e appassionati di degustare, acquistare e approfondire le diverse declinazioni produttive della denominazione.
Dall'ente consortile è giunto un messaggio chiaro sul senso dell'iniziativa: "Ognuno degli ambasciatori ha portato competenze, relazioni e passione, contribuendo a raccontare il Vermouth come espressione di una cultura e permettendoci di guardare al futuro con una comunità consapevole del suo valore", a riprova di come il rilancio dell'iconico aperitivo sabaudo continui a poggiare saldamente sulla passione dei suoi protagonisti.














