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Attualità | 07 ottobre 2026, 08:32

180 fiori per i 18 anni di Zoe Trinchero: il dolore e l'amore di una comunità

​Gli amici e la famiglia hanno trasformato il luogo della tragedia a Nizza, in un altare di bellezza. Le parole commosse della madre Maria Angela per il compleanno che non c'è stato

​Il 6 ottobre Zoe Trinchero avrebbe festeggiato i suoi 18 anni. Un traguardo sognato, che avrebbe certamente accolto con la consueta vitalità, circondata dalle persone care in una grande festa.
​Invece, di quella gioia rubata restano oggi centottanta rose fresche, posate con cura e devozione per onorare il suo ricordo nel punto esatto in cui le è stata tolta la vita lo scorso febbraio.

​Gli amici più intimi e il compagno della madre, Andrea, si sono ritrovati lì, per pulire e abbellire il piccolo altare spontaneo nato dopo la sua scomparsa. Hanno lavorato in silenzio, trasformando l'orrore in cura.
​La madre di Zoe, MarianAngela Audino, ha affidato ai social un pensiero struggente e profondo.

Un messaggio carico del dolore incolmabile di un genitore, ma illuminato dalla gratitudine per un gesto così prezioso: "Non sono riuscita ad essere lì. Anzi. In quel momento ho dormito e come sempre ormai faccio incubi dove son tutti zombie e non parliamo dei risvegli".
​Eppure, l'affetto verso Zoe si è manifestato in tutta la sua forza, lenendo in parte le ferite: "Ma in tanti si sono adoperati a creare un’opera che esprime quanto eri e sei amata! Gli stessi che avrebbero creato la tua mega-festa per i famosi 18. Mi piange il cuore che non hai potuto festeggiarlo. Sarà un terrore che mi perseguiterà per le piccole d’ora in poi".

Una presenza che continua a farsi luce

​Il dolore della madre lascia spazio alla commozione di fronte all'impegno di chi voleva bene alla sua Zoe: "Credo che questo capolavoro ti rappresenti: la bellezza e l’eleganza, dolcezza, amore e femminilità. 180 rose fresche che abbelliscono un luogo che raccoglie immenso dolore!".

​E aggiunge un dettaglio di intima quotidianità: "Tutte per te, piccola e immensa Zoe. Ore e ore di lavoro tra pulizia e creazione! Tante persone unite ad affrontare ognuno il proprio dolore lancinante che li perseguita. Guarda, c’è anche il tuo Roby".
​Nel suo accorato messaggio, Mariangela Audino ringrazia chi ha partecipato con tatto e delicatezza, ammettendo le sue iniziali reticenze: "Quasi mi arrabbiavo quando Andrea ha detto di voler fare questa cosa delle rose, invece avete reso bellissimo un luogo di tragedia e dolore".
​La donna confida anche come la presenza della figlia continui a farsi sentire, come nell'arrivo provvidenziale di una gattina: "Spesso penso che sia tu che hai trovato il modo di arrivare quando volevo scappare lontano e abbandonare tutti, invece sono rimasta e ho lottato per la sua sopravvivenza, la chiamano Sissi. Io la chiamo Croocked per ovvie ragioni e in sti giorni non mi molla un attimo".

​Un pensiero va infine alla piccola di casa, Iris, rimasta incantata dalle foto dell'omaggio floreale. Il ricordo si chiude con una speranza che accarezza l'anima: "Spero che tutto questo amore sia arrivato fin da te. E credo di sì".

​La tragica notte di febbraio

​La dolcezza di questo ricordo si scontra inevitabilmente con la brutalità di ciò che è accaduto nella notte tra il 6 e il 7 febbraio 2026 a Nizza Monferrato. La giovane, che sognava un futuro da psicologa e lavorava part-time al bar della stazione, ha trovato la morte nel rio Nizza.
​Quella sera, terminato il turno alle 21, aveva raggiunto alcuni amici per trascorrere la serata. Tra loro c'era Alex Manna, diciannovenne con cui si è poi allontanata intorno alle 23.30.
​Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il rifiuto di un approccio sessuale avrebbe scatenato la violenza. Manna l'avrebbe colpita al volto, afferrata al collo e spinta oltre una balaustra, facendola precipitare per quattro metri nel canale.

​Il depistaggio e le indagini

​Gli accertamenti medico-legali hanno stabilito una verità atroce. Zoe era ancora viva quando è finita nel fango e nella poca acqua del rio. La causa del decesso, giunto prima che i soccorsi potessero intervenire, è stata l'annegamento.
​A rendere ancora più torbida la vicenda è stato il tentativo di depistaggio messo in atto dal presunto assassino. In un primo momento, Alex Manna aveva accusato falsamente Naudy Carbone, un musicista del tutto estraneo ai fatti, rischiando di scatenare un linciaggio da parte di una folla radunatasi sotto casa dell'uomo. I carabinieri sono dovuti intervenire per proteggere l'innocente.
​Messo alle strette dalle proprie contraddizioni, Manna ha poi confessato le violenze davanti al pubblico ministero della procura di Alessandria, Giacomo Ferrando. Ora, a indagini concluse, deve rispondere di omicidio aggravato per motivi di genere, venendo formalizzata l'accusa di femminicidio, e del reato di calunnia.
​In attesa che la giustizia compia il suo corso nei prossimi passaggi giudiziari, in cui la famiglia si costituirà parte civile, la comunità astigiana si stringe. Non cancella l'abisso della perdita, ma risponde all'orrore con la bellezza e il profumo di centottanta rose rosse.

Betty Martinelli

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