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Economia e lavoro | 14 ottobre 2026, 14:27

Scontro alla Camera sulla governance di Banca di Asti: le opposizioni incalzano Giorgetti ma Fratelli d'Italia fa muro [VIDEO]

Azione, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra chiedono risposte urgenti, il deputato astigiano Marcello Coppo respinge le accuse di opacità e rivendica la correttezza dei passaggi istituzionali

Scontro alla Camera sulla governance di Banca di Asti: le opposizioni incalzano Giorgetti ma Fratelli d'Italia fa muro [VIDEO]

La questione della governance di Banca di Asti ha acceso un aspro confronto nell'aula di Montecitorio. A poche settimane dall'assemblea dei soci fissata per il 2 novembre, la discussione sull'ordine dei lavori ha visto un fronte compatto delle forze di minoranza chiedere con insistenza al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti di riferire in Parlamento, scontrandosi però con la netta replica della maggioranza.

Ad aprire il dibattito è stata la deputata Daniela Ruffino, esponente di Azione, che ha posto l'accento sui nodi procedurali e sulla legittimità degli assetti: "Mi vedo costretta a tornare sulla vicenda della Banca di Asti: sono mesi che chiedo al MEF, al Ministro Giorgetti, di chiarire in questa Aula se abbia o meno esaminato l'esposto pervenuto e se c'è stata un'istruttoria. Ho sollevato perplessità sul progetto di governance e oggi chiedo al signor Ministro se si possa serenamente procedere alla nomina dei vertici della Banca, oppure se permane il grosso dubbio che riguarda la legittimità dell'organo della Fondazione, che ha espresso le candidature", ha spiegato la parlamentare, ricordando il cumulo di designazioni avvenute in passato sotto un'unica figura.

Sulla stessa linea si è inserito Federico Fornaro, deputato del Partito Democratico, che ha allargato lo sguardo ai compiti di vigilanza e all'assetto societario dell'ente: "Ci associamo alla richiesta sull'ordine dei lavori perché non è sufficiente il dato delle dimissioni del sindaco da presidente della Banca. Segnaliamo al Ministro Giorgetti e alle autorità vigilanti che questo non ha ancora prodotto un altro presidente. L'opinione pubblica e le istituzioni astigiane meritano di avere maggiori informazioni su quello che è avvenuto e sul contenuto della lettera di Bankitalia, sapendo se imponga modifiche ai sistemi di nomine. Il Ministero ha una competenza tutt'altro che marginale, vigilando sulle fondazioni di origine bancaria, e questa continua a mantenere una quota di maggioranza assoluta nella banca conferitaria", ha argomentato il deputato dem.

Dura anche la posizione espressa da Marco Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha inquadrato la vicenda come un problema di sistema: "Questa vicenda chiede di accendere un faro su Asti e su quanto succede nei territori, dove la concentrazione di potere porta a dei regolamenti sbagliati, che vanno immediatamente cambiati. Hanno portato a storture che, senza le denunce delle opposizioni a livello locale e nazionale, avrebbero fatto passare per normale che un sindaco diventasse presidente di una banca. Rasero è un'anomalia ma è anche figlia di un sistema che fin qui ha governato e preferito questo tipo di concentrazione. Ci aspettiamo che questa vicenda non venga rimessa in mano a chi l'ha generata", ha affermato il rappresentante di AVS.

Dal Movimento 5 Stelle, Chiara Appendino ha sollecitato un intervento chiarificatore da parte dell'esecutivo a tutela della comunità: "Sono settimane che poniamo domande precise e denunciamo storture, avendo nei fatti ragione a tutela del territorio, dove le fondazioni hanno un ruolo fondamentale nella definizione delle risorse. Il problema è che continuano a esserci non risposte. È impensabile che un Ministro, che ha una precisa responsabilità di controllo, non venga in Aula a rispondere. Voglio pensare che ci sia la volontà di mettere le mani sul sistema per renderlo più trasparente e corretto, a garanzia del territorio", ha rimarcato l'ex sindaca di Torino.

A contestare radicalmente le tesi sollevate dai banchi dell'opposizione è intervenuto il parlamentare astigiano Marcello Coppo, esponente di Fratelli d'Italia: "Mi dissocio perché ho sentito parole come opacità o intrigo, dimenticando che nel consiglio siede anche un esponente del centrosinistra (l'ex consigliere comunale PD Roberto Vercelli, ndr.). Il presidente si è dimesso senza alcuna procedura di decadenza e senza aver violato alcuna norma. In quest'Aula si utilizza una questione locale per infangare la figura politica: se la banca è del territorio, non capisco perché non possa essere rappresentata dal territorio, in assenza di incompatibilità di legge. Non è vero che il consiglio è bloccato; si sta completando la procedura di fit and proper e la Fondazione si è riunita per indicare il nuovo vertice nella totale trasparenza", ha ribattuto il deputato di maggioranza.

A margine dei lavori d'aula, le posizioni sono rimaste distanti anche nelle note diffuse dai gruppi. Daniela Ruffino ha ribadito che "l'organo che ha nominato i membri deve chiarire se sia pienamente legittimato a proseguire, visto che Rasero ha nominato sei componenti tra Comune e Provincia prima delle dimissioni", mentre Federico Fornaro ha puntualizzato come "senza fare processi a priori, l'intreccio astigiano presenti elementi di opacità che il Ministro competente ha il dovere istituzionale di chiarire".

Gabriele Massaro


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