La cultura è il tessuto connettivo che collega il passato al presente e proietta verso il futuro. Chiunque, per passione o ruolo, si impegni a sostenerla è solo encomiabile.
Cultura che è motore di sviluppo, stimolando la crescita di ognuno di noi, con l’arte che non manca di certo tra Asti e dintorni.
Cultura e bellezza che sempre più spesso vedono il sistema bancario quale protagonista, come ben sappiamo nell’Astigiano, anche ad attrarre visitatori e turisti.
Una dimostrazione sabato prossimo, 17 ottobre. Giornata speciale in cui invito caldamente a visitare, gratuitamente, le collezioni d’arte permanenti della sede di Banca di Asti, in piazza Libertà, e di quella della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, in corso Alfieri, in occasione di “E’ cultura”, festival promosso dall’ABI e dall’ACRI che apre le porte di palazzi dove mirare collezioni artistiche, generalmente non fruibili al pubblico.
Nel palazzo di piazza Libertà, che dal 1986 ospita la sede della Banca di Asti, sarà possibile ammirare due mirabili dipinti di Gandolfino da Roreto, interprete astigiano della fioritura d'arte rinascimentale, documentato tra il 1493 e il 1518; un’interessate pala settecentesca, opera di Pier Francesco Guala e dipinti della scuola di Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo. Da non perdere i tre quadri, esposti nella sala consiglio, di Guido di Montezemolo, artista torinese di valore, che incarna una tipica visione pacata della vita del Piemonte ad inizio Novecento.
E ancora, opere di Mino Rosso, Spazzapan, Guaricci, Sciavolino, e alcuni sontuosi arazzi delle due arazzerie astigiane. Tanto Novecento, con presenze e nomi importanti come Casorati, Tabusso, Menzio, Rovero e Manzone, che ben si alternano all’arte indubbiamente più contemporanea di Nam June Paik, Emilio Scanavino, Vanessa Beecroft, Vasco Bendini e Christo. Di quest’ultimo il raro progetto, portato a quadro, di una delle sue mega installazioni di Land Art.
In Fondazione invece, per far scoprire e apprezzare il patrimonio artistico custodito, si è scelto un tema dominante di visita, incentrato sulle figure artistiche del Moncalvo e della figlia Orsola Maddalena Caccia, monaca pittrice, Figure di estremo rilievo nella pittura sacra del Seicento, notevoli protagonisti di fede a colori. Potrete ammirare diversi dipinti della collezione, tra cui La Vergine col Bambino e San Giorgio di Guglielmo Caccia e Le Sibille di Orsola Caccia, accompagnati in due visite teatralizzate, grazie agli attori Emanuele Arrigazzi e Patrizia Camatel, alle 15:30 e alle 17:30,














