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Cultura e tempo libero | 28 ottobre 2026, 11:13

A Gad Lerner il premio "Il ramarro" 2026 dedicato a Davide Lajolo

Il 14 novembre la cerimonia alla Biblioteca Astense con una riflessione sulle sfide dell'informazione e sull'attualità internazionale

Gad Lerner ritratto da Franco Rabino durante un incontro di Passepartout

Gad Lerner ritratto da Franco Rabino durante un incontro di Passepartout

Il racconto della realtà senza sconti, la capacità di anticipare i mutamenti sociali e una rigorosa indipendenza intellettuale. Su queste motivazioni l'Associazione culturale Davide Lajolo ha conferito l'edizione 2026 del prestigioso Premio Davide Lajolo "Il ramarro" a Gad Lerner. La cerimonia ufficiale si terrà il 14 novembre alle 16 presso i locali della Biblioteca Astense Giorgio Faletti, trasformandosi in una preziosa occasione di confronto pubblico incentrata sul ruolo e sull'evoluzione del mestiere di giornalista nella società contemporanea.

A condurre e introdurre l'incontro sarà la giornalista Valentina Archimede, esperta di comunicazione pubblica. Come da tradizione, il riconoscimento non ha un valore monetario ma artistico e simbolico: a Lerner verrà infatti consegnata l'opera intitolata "Il bosco di Davide", firmata dal pittore Giulio Lucente. La creazione, realizzata attraverso linguaggi espressivi eterogenei, intende offrire una riflessione visiva sulle complessità del presente, ponendo un accento profondo sul rapporto tra uomo e ambiente naturale.

L'iniziativa si inserisce nella continuità ideale tracciata dalla figura di Davide Lajolo, protagonista di primo piano nella storia del Novecento italiano: partigiano, scrittore, politico e maestro del giornalismo, già alla guida dell'edizione milanese de l'Unità negli anni Cinquanta e del settimanale Giorni Vie Nuove nel decennio successivo. In questo solco, il direttivo dell'associazione ha voluto premiare Lerner per le profonde innovazioni introdotte nella carta stampata e nel linguaggio televisivo, oltre che per la sua coerenza nell'essere da sempre un intellettuale "infedele", richiamando il titolo della sua nota opera autobiografica del 2020.

Il percorso professionale di Lerner attraversa decenni di cronaca e approfondimento: dai primi passi a Lotta Continua alle grandi testate nazionali come La Stampa, la Repubblica, Il Corriere della Sera, fino alla direzione del TG1 assunta nel 2000, per poi approdare a LA7, Il Fatto Quotidiano e al ruolo attuale di editorialista de Il manifesto. Sul piccolo schermo, format pionieristici quali Profondo Nord, Milano, Italia e Pinocchio hanno segnato una stagione irripetibile del talk show, portando alla luce le fratture territoriali, politiche ed etiche del Paese. Accanto alla carriera nei media, Lerner ha coltivato un costante impegno saggistico e civile, collaborando tra l'altro con Laura Gnocchi alla raccolta di memorie storiche dei partigiani viventi nel volume "Noi, partigiani".

L'evento astigiano toccherà inevitabilmente anche l'attualità internazionale e il dramma del Medio Oriente. Di origini ebraiche, Lerner ha manifestato da tempo sincera preoccupazione per la recrudescenza dell'antisemitismo, senza mai rinunciare a un'analisi critica serrata verso le politiche del governo di Israele e denunciando le devastazioni provocate dal conflitto a Gaza. Posizioni sviluppate nel libro del 2024 "Gaza. Odio e amore per Israele" e riprese nell'opera del 2025 "Ebrei in guerra. Dialogo tra un rabbino e un dissidente", dove l'autore sviluppa un intenso confronto storico, teologico e politico con Riccardo Di Segni, autorità rabbinica di Roma.

Il premio intitolato a Lajolo — il cui nome richiama il ramarro, "lajeu" nel dialetto locale, animale caro allo scrittore di Vinchio — conferma così la sua vocazione di tributo all'impegno civile, alla ricerca e alla tutela dei valori democratici, qualità che negli anni hanno visto premiati magistrati, ricercatori, medici, giornalisti e figure di spicco della cultura italiana.

Redazione

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