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Cronaca | 09 settembre 2019, 10:15

Volge al termine la lunga permanenza nell’Astigiano del maggiore Lorenzo Repetto

Comandante del Nucleo Investigativo dell’Arma e prima alla guida della Compagnia di Canelli, sta per assumere un nuovo incarico nel cremonese

Nella foto, da sinistra: il cap. Alessandro Caprio, il maggiore Lorenzo Repetto, il cap. Alessandro Guglielmo e il ten. Roberto Iandiorio. Assente il comandante provinciale, ten. col. Pierantonio Breda, poichè impegnato in una riunione in Prefettura

Nella foto, da sinistra: il cap. Alessandro Caprio, il maggiore Lorenzo Repetto, il cap. Alessandro Guglielmo e il ten. Roberto Iandiorio. Assente il comandante provinciale, ten. col. Pierantonio Breda, poichè impegnato in una riunione in Prefettura

Ultime ore in forza al Comando provinciale dei Carabinieri di Asti per il maggiore Lorenzo Carlo Maria Repetto, comandante uscente del Nucleo Investigativo Provinciale che sta per assumere l'incarico di comandante del Reparto Operativo presso il Comando Provinciale Carabinieri di Cremona.

Ovadese, dal 2012 Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, l’ufficiale 53enne si appresta così a chiudere una permanenza in forza all’Arma astigiana iniziata nel settembe 2008: nove alla guida della Compagnia Carabinieri di Canelli e gli ultimi due – subentrando nell’ottobre 2017 al tenente colonnello Marco Pettinato, trasferito al Comando di Cuneo – passati alla guida del Nucleo Investigativo dell’Arma Astigiana.

"Quella astigiana è un'esperienza nel corso della quale ho imparato tanto - ha commentato nel corso dell'incontro di commiato con i giornalisti -, e nel corso della quale ho operato su attività che, come nel caso della Barbarossa, credo abbiano inciso e debbano incidere ancora molto sul territorio. Ma non avrei potuto raggiungere questi obiettivi senza il prezioso supporto di un gruppo di militari d'eccellenza e dei comandanti provinciali succedutisi negli anni, con particolare riguardo per il comandante Breda, con cui ho instaurato uno splendido rapporto".

Entrato nell’Arma nel settembre 1992 in veste di carabiniere ausiliario, nel corso della sua ormai lunga carriera ha prestato servizio a Fossano (CN), Genova, Firenze, nel casertano ed infine è stato per circa sei anni comandante di sezione del Nucleo Radiomobile di Torino, prima di approdare nel 2008 alla guida della Compagnia di Canelli, dalla quale dipendono 38 Comuni con circa 55.000 civili ivi residenti e 9 Stazioni dell’Arma.

Nel corso della sua permanenza al vertice della Compagnia di viale Risorgimento – guidata con il grado di capitano, prima della promozione a maggiore e del trasferimento al Comando Provinciale – l’ufficiale ha condotto e portato brillantemente a termine numerose attività investigative, collaborando, in stretta sinergia con i colleghi del Provinciale, alla risoluzione del caso Ceste e coordinando l’operazione Barbarossa, che ha fatto emergere inquietanti infiltrazioni ‘ndranghetiste nell’Astigiano e nell’Albese.

Molteplici anche le indagini che lo hanno visto impegnato nell’ultimo biennio a capo del Nucleo Investigativo, ma tra le molte spicca per rilevanza (anche mediatica) l’individuazione dei presunti responsabili della tragica rapina a mano armata costata la vita al tabaccaio Manuel Bacco.

Traguardi investigativi che ben ne testimoniano le capacità professionali, mai disgiunte da altrettanto rimarchevoli doti umane, ben note a quanti, in questi anni, hanno avuto occasione di conoscerlo anche soltanto nell’ambito di una delle tante attività di divulgazione e prevenzione - svolte in scuole, associazioni culturali e sportive - alle quali non si è mai sottratto.

Virtù ben note anche a noi giornalisti con i quali, naturalmente senza mai venir meno al pieno rispetto dei reciproci ruoli professionali, ha saputo instaurare un rapporto franco e corretto con particolare riguardo per il periodo in cui ha egregiamente svolto anche il ruolo di responsabile dei rapporti con i media.

In ogni caso quello di oggi più che un addio all’Astigiano ha i connotati di un arrivederci, poiché la moglie e i due figli (il diciassettenne Valerio, talento emergente del calcio piemontese nel ruolo di portiere, e Vittorio, 12 anni) rimarranno a vivere a Canelli. Pertanto anche il maggiore, quando non impegnato sul fronte professionale, farà spesso ritorno nella città spumantiera.

Gabriele Massaro

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