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Cronaca | 11 settembre 2019, 11:48

Strage di Nassiriya: confermata dalla Cassazione la condanna dell’ex comandante della missione italiana in Iraq

L’ex generale Bruno Stano dovrà risarcire le famiglie delle vittime, tra cui figura il sottotenente nicese Giovanni Cavallaro

Le vittime della strage (foto tratta dal sito dell'Arrma dei Carabinieri)

Le vittime della strage (foto tratta dal sito dell'Arrma dei Carabinieri)

La Suprema Corte di Cassazione ha confermato la condanna inflitta nei precedenti gradi di giudizio all’ex generale Bruno Stano, che rivestiva l’incarico di comandante della missione italiana in Iraq quando, il 12 novembre 2003, un camion bomba distrusse la “Base Maestrale” di Nassiriya, provocando la morte di 28 persone (tra cui 19 italiani, 12 dei quali carabinieri).

I giudici della Terza Sezione hanno ritenuto che l’allora comandante in capo abbia sottovalutato l’allarme inerente un possibile attentato “puntuale e prossimo” alla nostra base, imputandogli altresì la “complessiva insufficienza delle misure di sicurezza” adottate.

L’alto ufficiale, pertanto, è stato condannato a risarcire le famiglie delle vittime della strage. L’entità dei singoli risarcimenti dovrà ora venir definita in sede di giudizio civile.

L'11 settembre italiano

Il 12 novembre 2003 – esattamente due anni, due mesi e un giorno dopo il devastante attentato alle Torri Gemelle di New York – un’autocisterna carica di esplosivo irruppe nella “Base Maestrale” di Nassiriya (una delle due sedi dell’Operazione “Antica Babilonia”, missione di pace italiana in Iraq, avviata qualche mese prima con la partecipazione di 3.000 uomini, 400 dei quali appartenenti all’Arma dei Carabinieri).

L’esplosione causò il crollo di gran parte dell’edificio principale e danneggiò gravemente la seconda palazzina, sede del Comando. Il devastante bilancio dell’atto terroristico si attestò su 28 morti, 19 dei quali italiani e 12 di essi militari dell’Arma. Con quella strage, l'Italia visse il proprio tragico "11 settembre"

 

Giovanni Cavallaro

Nato a Messina il 21 giugno 1956 e residente con la famiglia a Nizza Monferrato, Cavallaro fu una delle due vittime piemontesi della strage del 12 novembre 2003 (l’altra fu il torinese Andrea Filippa)

Sottotenente, Croce d'Onore alle vittime di atti di terrorismo o di atti ostili impegnate in operazioni militari e civili all'estero "alla memoria", il 7 aprile 2009 gli è stat intitolata la Caserma sede della Stazione Carabinieri di Ganzirri (ME) e il 19 ottobre 2010 la Caserma sede del Comnado Stazione Carabinieri di Nizza Monferrato.

La motivazione per la quale è stato insignito della Croce d'Onore alle vittime di atti di terrorismo o di atti ostili impegnate in operazioni militari e civili all'estero è la seguente:

Comandante del plotone infoinvestigativo dell'unità di manovra del Reggimento M.S.U. impegnato in missione a sostegno della martoriata popolazione irachena nell'ambito dell'operazione "Antica Babilonia", coraggiosamente consapevole dei gravi rischi ai quali si esponeva, si prodigava per assolvere il proprio delicato incarico con fermezza di intenti, senso del dovere ed altissimo spirito di sacrificio. Il 12 novembre 2003, a seguito di improvviso attacco ad una installazione del contingente nazionale, veniva mortalmente investito dal devastante scoppio di un'ingente quantità di esplosivo, provocato proditoriamente da cellula terroristica suicida, sacrificando così la propria vita ai più sacri valori dell'amor di patria e dell'onore militare. Chiarissimo esempio di eletta abnegazione ed incondizionata dedizione al dovere". An Nassiriya (Iraq), 12 novembre 2003

 

Gabriele Massaro

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