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Cronaca | 05 ottobre 2019, 10:50

Furti e rapine nelle case di riposo: con l'operazione "Quiete" 3 arresti

Il primo grave episodio a Canelli lo scorso ottobre. Coinvolti anche i territori di Asti, Alessandria, Cuneo e Pavia

Furti e rapine nelle case di riposo: con l'operazione "Quiete" 3 arresti

Colpivano le case di riposo, sapendo che lì erano custoditi soldi e oggetti degli ospiti. Con i primi colpi sono riusciti a portare via oggetti per un valore di oltre 15mila euro.

I Carabinieri della Compagnia di Canelli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di un gruppo di soggetti gravemente accusati di aver commesso sette tra furti e rapine ai danni di case di riposo, nel periodo compreso tra l’ottobre dello scorso anno e l’aprile di quest’anno. Il territorio interessato dagli episodi riguarda le province di Asti, Alessandria, Cuneo e Pavia.

Rubate anche le fedi di una coppia ricoverata

Gli autori, consapevoli del fatto che ogni struttura detenesse una cassaforte per conservare denaro contante dei degenti, si introducevano nelle case di riposo  attraverso la forzatura di porte o finestre e, dopo aver “tagliato” la cassaforte con apposita strumentazione, ne prelevavano l’intero contenuto.

"Spesso la refurtiva era oggetto di ricordi per le persone ricoverate. In un caso hanno rubato le fedi di una coppia ricoverata insieme. Non andavano mai nelle camere. Il loro obiettivo erano sempre le casseforti custodite in amministrazione", spiega il comandante provinciale tenente colonnello Pierantonio Breda

Canelli e Mombaruzzo

Il primo episodio denunciato ai Carabinieri, avvenuto a Canelli, risale all’ottobre scorso. Gli spiacevoli fatti sono avvenuti a Villa Cora e Rachele Bosca. Successivamente è stata colpita anche una casa di riposo di Mombaruzzo

Proprio a seguito di questo fatto, i militari del Nucleo Operativo della locale Compagnia hanno avviato una complessa attività di indagine basata inizialmente sull’analisi dei sistemi di videosorveglianza di cui la città è fornita.

L'impegno nel contrasto ai furti

"L'impegno nel contrasto ai furti è una priorità - spiega il capitano Alessandro Caprio - i malviventi facevano sopralluoghi minuziosi, colpivano solo le Case di riposo,  ma mai le singole camere dei degenti. Le attrezzature venivano nascoste nei pressi di giorno per agire più liberamente".

Dopo aver dunque stretto il cerchio attorno a un gruppo avente base tra il Pavese e l’Alessandrino, l’indagine è proseguita con l’utilizzo di attività tecniche, fino a quando, nello scorso aprile, avuta certezza di un possibile colpo della banda, i Carabinieri hanno organizzato un servizio di appiattamento che ha consentito l’arresto in flagranza del reato di uno dei malviventi.

Questi ultimi fatti si sono svolti a Strevi in provincia di Alessandria. In quella occasione, i complici dell’arrestato erano riusciti a dileguarsi, ma le successive attività di indagine dei Carabinieri hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a loro carico. Qui un soggetto, colto in flagranza, ha aggredito un Carabiniere, procurandogli lesioni che lo hanno costretto a dieci giorni di prognosi. 

Gli elementi raccolti, hanno permesso di ricostruire almeno altri sei episodi analoghi.

Tra i reati contestati anche quello di rapina.

I tre dovranno anche rispondere delle accuse di furto e resistenza a pubblico ufficiale

In un’altra circostanza, dopo aver sottratto dall’interno di una cassaforte un bancomat con relativo PIN, avevano effettuato due prelievi presso un istituto bancario nella provincia di Alessandria.

"I bancomat erano custoditi con il Pin - spiega ancora il comandante Breda - la priorità in questi casi è fare informazione e prevenzione. In un caso una Oss è stata minacciata dai malviventi. Bisogna mettersi in sicurezza e chiamare subito le Forze dell'ordine".

Un altro episodio è accaduto a Rodello, e in merito a questo i Carabinieri della Compagnia di Alba avevano prontamente sviluppato indagini approfondite giungendo a conclusioni perfettamente coincidenti con quelle dei colleghi di Canelli, interessati alla maggior parte degli episodi.

Pluripregiudicati

I tre soggetti, tutti pluripregiudicati, sono un albanese, classe 1988, arrestato in flagranza alla casa di riposo Seghini Strambi di Strevi, un rumeno del '92 colpito da ordine di cattura internazionale e un alessandrino del '71. Gli altri due sono residenti nel Pavese. 

Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Asti, diretta dal dott. Alberto Perduca, e in particolare dal Sostituto Procuratore dott.ssa Donatella Masia, mentre le misure cautelari sono state emesse dal GIP dott.ssa Francesca Di Naro.

Due dei soggetti destinatari delle misure, al momento dell’esecuzione, erano già in carcere, mentre il terzo è attualmente irreperibile, verosimilmente in un Paese straniero.

Redazione

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