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Cultura | 14 ottobre 2019, 18:52

Sala gremita per l’inaugurazione del Festival del Paesaggio Agrario: la parola ai giovani agricoltori

Venerdì all'Università di Asti le video interviste di Beppe Rovera e, alle 21, il concerto del Trio Betti Zambruno al FuoriLuogo

Sala gremita per l’inaugurazione del Festival del Paesaggio Agrario: la parola ai giovani agricoltori

Sala gremita, sabato scorso ad Asti, per l’inaugurazione dell’undicesima edizione del Festival del Paesaggio Agrario. L’evento è organizzato dall’Associazione culturale Davide Lajolo, in stretta collaborazione con l’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato e con il sostegno dell’Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte.

Sotto il titolo “Passione per la Terra. Memorie e tradizioni contadine: eredità per il futuroil Festival propone 13 incontri itineranti che, fino al 24 novembre, toccheranno per la prima volta diverse località del sito Unesco nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo. Il valore culturale del programma è stato sottolineato dalle autorità intervenute all’inaugurazione: il vice presidente della Regione Piemonte Fabio Carosso, il sindaco di Asti Maurizio Rasero con l’assessore alla Cultura Gianfranco Imerito, l’assessore all’Agricoltura del Comune di Casale Monferrato Daniela Sapio, il Questore di Asti Alessandra Faranda Cordella.

Per il sito Unesco Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, riconosciuto nel 2014 Patrimonio dell’Umanità, sono intervenuti il direttore Roberto e il presidente Gianfranco Comaschi: “l valore della memoria e delle tradizioni contadine come preziosa eredità per il futuro sono pienamente in linea con le finalità e con l’impegno che il sito Unesco ha speso in questi anni sul territorio di Langhe-Roero e Monferrato – ha commentato Gianfranco Comaschi - Il sito vive e appartiene a tutti, è una vite dalle radici profonde che si copre di nuovi germogli (progetti, iniziative culturali ed economiche), di stagione in stagione. Ognuno deve fare la sua parte per curarlo e per farlo crescere: le istituzioni politiche e culturali, gli ordini professionali, le imprese, ma in primo luogo gli agricoltori che da secoli si prendono cura delle nostre colline. Come ente gestore del sito abbiamo la responsabilità di coordinare attori e progetti del territorio, perché si mettano a fattor comune le ricchezze di ogni borgo, le voci, i tasselli, di questo grande patrimonio. Ciò che per tanti anni ci ha diviso oggi finalmente ci unisce. Penso ai tanti esempi di collaborazione nei settori portanti della nostra economia, al progetto “Dopo l’Unesco, Io Agisco” che quest’anno per la prima volta ha coinvolto anche i comuni limitrofi all’area Unesco. Penso alle potenzialità del gemellaggio con la Cina che nel 2020 ci offrirà l’occasione di accrescere la visibilità internazionale di questo territorio”.

L’antropologo Piercarlo Grimaldi, già Rettore dell’Università di Pollenzo, e Laurana Lajolo hanno quindi ricordato la figura di Nuto Revelli “il giusto” di cui quest’anno ricorrono i 100 anni dalla nascita. “Revelli capì ciò che l’accademia non aveva colto, l’urgenza antropologica di raccogliere sul campo le testimonianze della memoria contadina che diversamente si sarebbe persa per sempre”, ha testimoniato Grimaldi. 

L’incontro è proseguito con la presentazione del libro Pane e pere a colazione (Araba Fenice, 2019) di Franca Garesio Pelissero, esperta di storia locale e autrice di numerosi saggi. Pier Carlo Grimaldi ha elogiato il testo per il suo valido impianto antropologico, mentre il nutrizionista Giorgio Calabrese ha sottolineato come il cibo del passato sia ricco di contenuti e valori nutrizionali che dovrebbero essere ripresi come “promemoria” per la dieta del futuro. Il ruolo relazionale, economico e sociale della donna nella famiglia patriarcale contadina, è stato ripreso nella tavola rotonda che si è svolta domenica a Cortiglione con l’antropologo Pier Carlo Grimaldi ed il sociologo Renato Grimaldi.

In particolare è stato rilevato come le donne della campagna, soprattutto le spose arrivate dal Sud, siano state l’elemento determinante, a partire dalla seconda metà del ‘900, delle trasformazioni epocali della piccola proprietà contadina e del ruolo della donna nella società rurale. La metodologia di ricerca, elaborata dall’antropologia culturale, ha studiato e sistematizzato la raccolta di memorie e di testimonianze e ha individuato nuove categorie interpretative della storia dei contadini, che è storia dell’umanità.

Il Festival prosegue venerdì 18 ottobre alle 17 al Polo Universitario “Rita Levi Montalcini” di Asti. Dopo i saluti di Mario Sacco, presidente di UniAstiss e Fondazione CrAsti, verrà proiettatto il video “Grazie alla terra” con le testimonianze di giovani imprenditori raccolte da Laurana Lajolo e Beppe Rovera, videomaker Cristina Fasolis.

I protagonisti del video sono Leo Carozzo (produttore di cardi a Nizza Monferrato), Mauro Damerio (azienda vinicola di Nizza Monferrato), Alessandro Durando (produttore di nocciole e vino con agriturismo e fattoria didattica a Portacomaro), Lorenzo Giordano (presidente della Cantina Vinchio-Vaglio Serra), Cesare Quaglia (produttore di canapa ad Asti), Marco Rosselli (produttore di vino a Barbaresco), Sara Vezza (titolare azienda agricola Josetta Saffirio a Monforte d’Alba). Insieme a loro la testimonianza di Michele Chiarlo, uno dei patriarchi del vino piemontese. I testimoni interverranno alla tavola rotonda moderata da Beppe Rovera, che vedrà la partecipazione di: Claudia Costa, Presidente Ordine Agronomi e Forestali della provincia di Asti; Roberto Cerrato, direttore Sito Unesco Paesaggi vitivinicoli Langhe Roero e Monferrato; Federica Larcher, direttore Centro studi sulla collina; Vincenzo Gerbi, Dipartimento Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari Università di Torino; Giovanni Pensabene, Settore Agricoltura Regione Piemonte, Renato Parisio, Dirigente scolastico Istituto di istruzione superiore “Giovanni Penna” di Asti, dove nella mattinata di venerdì il video verrà presentato in anteprima agli studenti. L’incontro ad Astiss sarà accompagnato dalla mostra virtuale “Il palpito della terra” di Fabienne Vigna e Luciano Ghione.

La giornata-evento si chiuderà in musica con il concerto del Trio Betti Zambruno “Le parole della mia mamma. Dal Piemonte all’Argentina”. Appuntamento alle 21 a FuoriLuogo (via Enrico Toti, Asti, ingresso libero).

Comunicato stampa

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