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Attualità | 04 novembre 2019, 11:18

Tavola rotonda, in Università, sul passato, presente e futuro del fiume Tanaro [VIDEO]

L’incontro vedrà tra i relatori, a 25 anni dall’alluvione, testimoni della vita cittadina di allora e di oggi

Tavola rotonda, in Università, sul passato, presente e futuro del fiume Tanaro [VIDEO]

Venerdì 8 novembre alle 17, presso il Polo Universitario di Asti (piazzale De Andrè), si svolgerà una tavola rotonda, promossa dal Festival del paesaggio agrario, sul tema “Il fiume Tanaro: dall’alluvione alla valorizzazione naturalistica e turistica”.

Nell’ambito della quale si confronteranno, a 25 anni dalla devastante alluvione del 1994, il giornalista ed esperto di temi ambientali Beppe Rovera, il sindaco di Asti Maurizio Rasero, il sindaco del 1994 Alberto Bianchino, l’assessore comunale alle Manifestazioni e Turismo Loretta Bologna; il direttore del sito Unesco Roberto Cerrato; il direttore dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero Mauro Carbone; Enrico Ercole dell’Università del Piemonte Orientale e Alberto Maffiotti, dirigente Dipartimento Arpa Piemonte Sud – Est, introdotti dal video “Il fiume che scorre accanto” di Beppe Rovera, con riprese di Cristina Fasolis.

Di seguito alcuni brevi estratti dal video

 

L’incontro vuol essere un’occasione per fare il punto su come si è lavorato dopo l’alluvione e quanto c’è ancora da fare perché il fiume possa reggere le piene causate dai cambiamenti climatici.

Il video, che vede il giornalista Sergio Miravalle tenere il filo conduttore, raccoglie molte testimonianze e contributi di esperti sulla situazione naturalistica del Tanaro dall’alluvione del 1994 a oggi. Alberto Bianchino ripercorre le vicende del disastro ambientale sottolineando gli interventi di emergenza e di messa in sicurezza, Maurizio Rasero prospetta la ripulitura del fiume prevedendo interventi di scavo. Luciano Montanella e Giancarlo Trafano parlano delle loro battaglie in difesa del fiume e l’agronomo Doglio Cotto porta l’attenzione sulle problematiche della gestione naturalistica.

Il geologo Duccio Platone afferma che il quadro normativo di pianificazione territoriale fatto dalla Regione Piemonte dopo l’alluvione è stato un esempio per altre regioni, anche se ci sono ancora difficoltà di attuazione. Laurana Lajolo ricorda lo sfondamento della linea del Tanaro operato dalle truppe naziste nella notte del 2 dicembre 1944. Mario Malandrone e Marco Devecchi propongono la prospettiva di sviluppo del parco del Tanaro per attività ricreative, sportive, turistiche e di rispetto della natura. Il fiume Tanaro è la via d’acqua che rappresenta una comunicazione naturalistica di Asti con l’albese e l’alessandrino.

Il fiume, come scrive Beppe Rovera sull’ultimo numero del trimestrale “Astigiani”, riveste grande importanza nella memoria di molti, soprattutto tra i non più giovanissimi: “Provate a domandare in giro; i ragazzi, soprattutto, vi diranno che no, loro non ce l’hanno un rapporto vero col fiume. Mica come gli anziani che a Tanaro ci passavano magari le estati, ci andavano come a spiaggia, famiglie intere, barche, pesca, tuffi, giochi.

Allegria, schiamazzi, i barcaioli con le pertiche, i pantaloni corti e le canottiere, i picnic all’ombra di salici e pioppi e il gorgogliare festoso del fiume sorvolato da aironi cinerini e bianchi, il raro airone rosso, la garzetta, il tarabuso e il tarabusino, le folaghe, le gallinelle d’acqua, il martin pescatore, il falco di palude...

E, immancabili, i pescatori, a gruppi o solitari, con le reti e le canne ben strette o piantate nel terreno e lo sguardo perso a inseguire chissà quali fantasie in attesa che abboccassero cavedani, carpe o alborelle”.

Redazione

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