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Cultura e tempo libero | 30 novembre 2019, 10:30

Viviamo in un posto bellissimo: le Sardine di Alfieri

Puntata di invito ad approfondire l’importanza di fenomeni odierni all’ombra del pensiero del grande trageda astigiano

Viviamo in un posto bellissimo: le Sardine di Alfieri

Il 16 gennaio di 270 anni fa, nasceva ad Asti il grande Vittorio Alfieri. Asti è la sua città, e lui è presenza importante nel nostro quotidiano, uno dei nostri valori distintivi.

Tra i valori dell’Alfieri invece, evidenti in tutta la sua produzione letteraria, sono costantemente presenti due idee di fondo: la celebrazione della libertà e la rappresentazione di un particolare mito umano, di una particolare figura di uomo: ...Oltre il limite del burrone, l’eroe entra nello spazio infinito e gli altri rimangono increduli a guardare…

La libertà celebrata dal nostro trageda era politica, ma prima di tutto ed essenzialmente morale, unico fondamento della dignità degli uomini, così convinto della continua necessità di lottare contro una realtà avversa, caratterizzata dall’egoismo, dall’ipocrisia, dalla cupidigia e dalla slealtà, che, a suo dire, dominavano incontrastate ai sui tempi, non a caso da lui definiti il vil secolo. Fosse nato due secoli e mezzo più tardi, avrebbe certamente trovato terreno ancora fertile per i suoi scritti e sono convinto sarebbe anche sceso in piazza, quale eroica presenza. Magari, visto il carattere particolare, più facilmente nella grande piazza virtuale che ci vede ancora in molti solo spettatori di una encomiabile ricerca di nuovo, di pulito, di bello: le Sardine.

Alfieri era avverso ad ogni tipo di dispotismo; non perse occasione per attaccare i costumi e i comportamenti dell’aristocrazia piemontese e della borghesia, che considerava una classe corrotta e materialista, priva di ideali. Disprezzava però, nella maniera più assoluta anche il popolo, giudicato sdegnosamente plebe informe. Oggi gli piacerebbe di sicuro vedere che grazie a costituzioni (quelle con la C maiuscola), istruzione, cultura, disponibilità infinita e facilmente fruibile di informazione da media e new media, quella plebe è completamente cambiata, è base imprescindibile di qualsiasi Stato, che con lei e per lei esiste. E’ partecipe e viva, assolutamente oltre apparenze e stereotipi qualunquistici. Tante persone che hanno lottato e lottano, nel privato e non solo, per difendere la propria libertà morale, alla faccia di estremismi e di chiusure varie.

Nei suoi trattati politici più importanti, Della tirannide, Del principe e delle lettere e il Panegirico a Traiano di Plinio il Giovane, Alfieri descrive in maniera estremizzata, ma molto efficace, la tirannia da combattere ed i suoi sintomi più evidenti: sospettosa e crudele, vile e violenta, corrotta e corruttrice. Ai suoi tempi i tiranni erano uomini, oggi sostituiti da denaro, consumismo, lobby varie ed economia. Meglio? Peggio? Poco importa. Comunque mi piacerebbe che anche Vittorio fosse in piazza, da domani, tra le Sardine, a dire la sua. Sono certo si troverebbe a suo agio, orgoglioso di vivere in posto bellissimo, questa volta ben più ampio di Asti.

Davide Palazzetti

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