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Green | 14 febbraio 2020, 12:25

Amianto, il Piemonte “fanalino di coda” nella classifica delle assegnazioni di fondi per le bonifiche degli edifici pubblici

Lo denuncia l’assessore regionale all’ambiente, lamentando anche il mancato arrivo di 14 milioni di euro per proseguire le opere di bonifica dell’amiantifera di Balangero (TO)

Amianto, il Piemonte “fanalino di coda” nella classifica delle assegnazioni di fondi per le bonifiche degli edifici pubblici

 

La Regione Piemonte lamenta la carenza di 14 milioni di euro, già stanziati dallo stato e mai arrivati, per proseguire le opere di bonifica dell’amiantifera di Balangero (TO). Rischiano così di fermarsi i lavori di messa in sicurezza della cava, un tempo la più grande d’Europa.

A lanciare l’allarme è l’assessore regionale all’Ambiente dopo una ricognizione con gli uffici sullo stato di avanzamento delle bonifiche in Piemonte. Ma se a Balangero i lavori rischiano di fermarsi, è anche peggiore la situazione finanziaria prospettata dal piano nazionale di bonifica dall’amianto degli edifici pubblici pubblicato nei giorni scorsi dal governo, che registra il Piemonte fanalino di coda con 1,1 milioni assegnati su 358 milioni complessivi.

Il Piemonte, sottolinea l’assessore, non è una regione di serie B e anzi è quella che in Italia fa registrare il più alto numero di morti causati da mesoteliomi, i tumori associati all’inalazione di fibre di amianto. I numeri parlano di 1 morto alla settimana.

In Piemonte ci sono ben 5 siti contaminati classificati di interesse nazionale: Balangero, Cengio, Casale Monferrato, Serravalle, Pieve Vergonte e pertanto, rimarca l’assessore, appare insensata l’assegnazione di 1 solo milione per la bonifica dall’amianto, oltre ai 14 che non vengono assegnati dal 2015 nonostante le decine di sollecitazioni da parte degli uffici.

 

Redazione

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