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Cultura e tempo libero | 09 dicembre 2018, 16:00

La recensione: "Vino, Assaggi Memorabili di quel giorno e di quell’ora” di Paolo Massobrio e Marco Gatti

Per il nuovo anno una vera agenda dei vini italiani. Edito da Cairo editore, il volume è stato presentato a ottobre durante Golosaria a Milano

La recensione: "Vino, Assaggi Memorabili di quel giorno e di quell’ora” di Paolo Massobrio e Marco Gatti

il nuovo libro di Paolo Massobrio e Marco Gatti dedicato al vino: "Vino, Assaggi Memorabili di quel giorno e di quell’ora” (collana “I Libri del Golosario” di Cairo Editore, pag. 384 - €16,90), dove gli "assaggi memorabili" sono qualcosa che si ricorda a distanza di tempo, l’insorgere di un gusto inconsueto, non omologato, mai uguale agli altri. Quindi una selezione di quei vini che, tra le migliaia assaggiati da Massobrio e Gatti, hanno segnato in modo indimenticabile “quel giorno e quell’ora”, ma anche quel ristorante o quel paese.

Immaginate di avere un'agenda, dal 1 gennaio al 31 dicembre e in ogni pagina di ogni giorno appuntare una cosa bella che vi è accaduta, spiegando perché, cosa avete provato e chi era presente.

Ecco, questo libro non è una guida a 700 vini d’Italia, assaggiati con dedizione da Paolo massobrio e Marco Gatti, ma un vero e proprio percorso esperienzale e temporale. Insomma un diario, dove ai paroloni che si affiancano di solito quando si degusta un bicchiere, si sostituiscono le storie di chi l'ha prodotto, servito, assaggiato…e soprattutto apprezzato.

Perché, come dicono gli autori che hanno visitato cantine, aziende, dai grandi ai piccoli produttori in tutte le regioni d’Italia, non esiste l'assaggio preferito. Come in tanti momenti della vita il piacere dipende da dove ci si trova, con chi lo si condivide, in quale occasione. Insomma, il vino preferito non esiste. Esiste l'istante in cui le caratteristiche organolettiche entrano nella nostra percezione insieme alle sensazione che proviamo dentro.

 Un libro dedicato “A tutti quelli che, dentro a un vino, a un piatto, a un prodotto, hanno lasciato un segno per ricordarci qualcosa di infinito”

 

Manuela Caracciolo

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