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Cronaca | 23 gennaio 2019, 12:34

Contestate a uno dei veterinari indagati ripetute sottrazioni di beni a danno dell'Asl AT

Farmaci a uso veterinario, presidi medici, dispositivi medico sanitari, attrezzature e altro materiale che gli investigatori ritengono indebitamente usato dal figlio, anch'egli veterinario

Immagine generica d'archivio

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Sottrazione continuata – che si sarebbe protratta sistematicamente dal 2009 all’anno scorso, quando il medico è andato in pensione – di ingenti quantitativi di farmarci ad uso veterinario, presidi medici, dispositivi medico sanitari, attrezzature ed altro materiale di proprietà dell’Asl AT.

E’ quanto la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Asti – nella persona del pubblico ministero Laura Deodato, titolare dell’indagine che ha visto impegnati i NAS di Alessandria guidati dal tenente colonnello Biagio Carillo – contesta a due notissimi medici veterinari astigiani: il settantunenne Gianstefano Filippone e a suo figlio Giambattista Luca, 39 anni.

Il primo, a lungo direttore del Servizio Veterinario area “A” dell’Asl di Asti, stando a quanto contestatogli dai militari del Nucleo Antisofisticazione e Sanità, approfittando del suo ruolo dirigenziale in seno all’Asl AT avrebbe sottratto negli anni materiale sanitario per un ingente cifra, in fase di quantificazione. A lui vengono contestati i reati di abuso d’ufficio, peculato, falsità materiale commessa da Pubblico Ufficiale e detenzione illegale di armi. Quest’ultimo con riferimento al rinvenimento, nel corso di una perquisizione eseguita nei giorni scorsi, di un particolare fucile utilizzato per sparare dardi di narcotico ad animali in fuga.

Tutto il materiale, sempre stando agli investigatori coordinati dal tenente colonnello Carillo, sarebbe finito nella clinica veterinaria del figlio, noto in città anche per l’incarico ricoperto nell’ambito della Commissione Veterinaria del Palio di Asti (incarico ‘ereditato’ dal padre) e per essere consigliere comunale di maggioranza, eletto nella lista civica che fa capo al sindaco Maurizio Rasero. A Giambattista Filippone la Procura contesta il reato di ricettazione.

Ad entrambi i veterinari indagati – rappresentati legalmente dagli avvocati Aldo Mirate e Alberto Bazzano – sono attualmente è stata applicata la misura dell’obbligo di presentazione ai carabinieri tre volte la settimana, mentre il solo Gianstefano è anche gravato dall’obbligo di dimora ad Asti.

"Ci siamo attivati oltre un anno e mezzo fa - precisa il tenente colonnello Carillo - sulla base di alcune segnalazioni giunte sia a noi che alla Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica. Nel corso delle perquisizioni e delle notifiche dei provvedimenti a loro carico nessuno dei due ha detto nulla nel merito delle contestazioni".

La nota dell'Asl AT

In merito alla vicenda si registra anche la presa di posizione ufficiale dell’azienda sanitaria che, in una nota stampa, scrive: In riferimento a quanto apparso sui giornali relativamente ai fatti contestati ad un ex dipendente ASL, area veterinaria, si ringrazia la Magistratura che ha fatto chiarezza su questa vicenda. L’ASL AT ha collaborato attivamente con gli organi di polizia giudiziaria all’avvio delle indagini mettendo a disposizione atti, documenti ed informazioni per fare trasparenza sui fatti.

L’ASL AT metterà comunque in atto tutte le iniziative a tutela degli interessi dell’Azienda e del Servizio Sanitario Regionale anche per la salvaguardia dell’immagine dell’Azienda stessa e di tutti gli operatori che quotidianamente si adoperano con impegno e professionalità in un’area importante quale quella della sanità pubblica animale e umana.

Gabriele Massaro

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