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Cronaca | 23 gennaio 2019, 07:53

Obbligo di firma dai carabinieri per due veterinari astigiani, padre e figlio, indagati dai NAS

Stando ai capi d'accusa il primo, dirigente Asl, avrebbe sottratto illecitamente materiale di proprietà del'azienda ospedaliera, cedendolo al secondo per utilizzo presso clinica veterinaria privata

Il ten. col. Biagio Filippo Carillo, comandante dei NAS di Alessandria

Il ten. col. Biagio Filippo Carillo, comandante dei NAS di Alessandria

Al termine di una specifica attività d’indagine, i NAS del Comando di Alessandria, guidati dal tenente colonnello Biagio Carillo, hanno dato esecuzione a due ordinanze di misure cautelari emesse dal GIP del Tribunale di Asti, che ha condiviso le richieste avanzate dal Pubblico Ministero, a carico di due medici veterinari, padre e figlio, operanti ad Asti. Contestualmente sono state anche seguite ulteriori perquisizioni che hanno evidenziato – sottolinea una nota emessa dai NAS - “gravi indizi di reità e la reiterazione dei delitti a carico degli indagati”.

Il primo dei quali, già direttore del Servizio Veterinario area “A” dell’Asl di Asti, stando alle contestazioni mossegli dai carabinieri, si sarebbe impossessato illecitamente e reiteratamente, fin dal 2009, di ingenti quantitativi di farmarci ad uso veterinario, presidi medici, dispositivi medico sanitari, attrezzature ed altro materiale di proprietà dell’Asl AT.

Di conseguenza è stato applicato a suo carico l’obbligo di dimora in Asti, associato a quello di presentarsi ai carabinieri tre volte la settimana per violazione di numerosi reati. Nello specifico abuso d’ufficio, peculato, falsità materiale commessa da Pubblico Ufficiale e detenzione illegale di armi.

Anche al secondo medico veterinario, figlio del primo indagato e a sua volta titolare di una avviata clinica veterinaria cittadina, che gli investigatori del NAS ritengono abbia ricevuto e utilizzato presso la propria clinica il materiale illecitamente procurato dal padre, è stata applicata la misura dell’obbligo di presentazione ai carabinieri tre volte la settimana in relazione al reato di ricettazione.

Gabriele Massaro

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