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Cultura e tempo libero | 02 gennaio 2020, 17:04

Che bello il Concerto di Capodanno! Ma la città di Asti lo perderà [FOTOGALLERY]

Ancora una volta un'esibizione di altissimo livello. Bellati "Il pubblico ci ama ma la città no". Rasero:"Apprendo dai giornalisti che ci sono dei problemi"

Servizio fotografico di MerfePhoto

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Da 12 anni ormai la virtuosa Orchestra Sinfonica di Asti propone, con successo, il Concerto di Capodanno. Un evento graditissimo dal pubblico che, come nelle migliori tradizioni delle grandi città, apre il nuovo anno con classe ed eleganza.

Ed è successo anche ieri (un solo appuntamento pomeridiano).

Teatro gremito per la tradizione viennese che si è miscelata con la grande Opera italiana.

La dinamica direzione del M° Giulio Marazìa ha messo in scena una prima parte con sinfonie di Rossini (Barbiere di Siviglia, Gazza ladra), il Don Pasquale di Donizetti, il Nabucco,la Norma, a prendere per mano la tradizione viennese di Johann Strauss figlio con deliziose polche, valzer e marce.

La chiusura con la tradizionale marcia di Radetzky (per fortuna si fa ancora) e il Tico Tico a far “suonare” il pubblico divertito e partecipe, grazie anche ai simpatici siparietti dell’orchestra.

UNA GRANDE PROFESSIONALITA' CHE RISCHIA DI SPARIRE

Una vera eccellenza astigiana, che porta il nome di Asti nel mondo (tante sono infatti le collaborazioni internazionali dell’orchestra) e che, per fortuna, decide ancora di suonare nella propria città.

Ma è stata l’ultima volta.

Perché l’orchestra non si sente abbastanza supportata dalla città e questo succede ormai da diverse amministrazioni a questa parte. Una breve parentesi di una sede al Teatro Alfieri, durata poco più di un anno ma disdetta per non creare precedenti e ora la sede è a Tigliole con l’aiuto del sindaco.

Perché non si valorizza un altissimo momento culturale della città? Perché l’orchestra non è stata “consultata” per la stagione del Teatro (suoneranno nella Bohème, ma su richiesta della compagnia)

“Devo ringraziare tantissimo il nostro pubblico che con la loro presenza e la vendita di biglietti, ci sostiene – spiega Enrico Bellati  presidente dell’Orchestra - Ma è l’unico. Sono anni che vediamo atteggiamenti distanti nei nostri confronti ed è ora di dire basta. Se la città non ci vuole, andremo altrove”

Forse – continua Bellati – siamo noi che non andiamo bene. O forse i poteri economici della città non ci amano. Anzi vogliamo ringraziare l’attuale vicesindaco Marcello Coppo che ci ha sostenuto con la sua associazione culturale, ma per il resto le cose non sono cambiate, anzi non siamo neppure stati consultati per la Stagione, quando gli anni scorsi abbiamo fatto il concerto su Beethoven o il concerto con la Autieri, pagandolo di tasca nostra".

Non solo Concerto di Capodanno, perché l’Orchestra Sinfonica di Asti (che ha in animo anche di cambiare nome), ha il merito di avere portato ad Asti la PFM, di avere fatto la Tosca, il Requiem di Verdi per esempio e, nei piani, il progetto di un grande concerto con Andrea Bocelli con il quale collaborano.

Siamo stati chiamati a rappresentare l’Italia, continua Bellati, in uno spettacolo, ‘Viaggio italiano’, di cui sarò il regista e Marcello Rota il direttore d’orchestra. E i progetti con Bocelli e Il Volo”.

"Comunque c’è un’altra città pronta a darci ‘le chiavi’, ci dispiacerebbe perché ad Asti teniamo molto. Ma se non ci vogliono, pazienza. Sono anni che ci mettiamo il cuore e la passione. Ora basta”.

Il sindaco Maurizio Rasero:"Apprendo dai giornalisti che ci sono dei problemi e apprendo anche di una sede esterna già decisa. So che hanno attaccato le istituzioni cittadine, Comune, Banca Fondazione... Il 'sistema Asti' in generale. Ricevo tanti cittadini ogni giorno. Non ho nessun problema ad incontrarli, ma fino ad ora non mi è stato chiesto"

Betty Martinelli

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