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Green | 10 marzo 2020, 13:11

Revocato a partire da domani lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi in Piemonte

Lo stabilisce la Regione, sulla base del quadro che “emerge dalla situazione meteorologica in atto e prevista dai prodotti del Centro Funzionale Arpa”. Rimangono in vigore le limitazioni della legge che vieta l’abbruciamento di residui vegetali sino al 31 marzo

Immagine d'archivio

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Verrà revocato domani (11 marzo) lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi su tutto il territorio regionale del Piemonte.

L’architetto Salvatore Martino Femia, che da dicembre 2019 ricopre il ruolo di direttore regionale del settore “Opere pubbliche, difesa del suolo, protezione civile, trasporti e logistica”, ha firmato la determina di revoca del provvedimento assunto lo scorso 6 febbraio.

La Regione, per sospendere lo stato di massima pericolosità, ha valutato il quadro che “emerge dalla situazione meteorologica in atto e prevista dai prodotti del Centro Funzionale Arpa Piemonte”.

Revocate dunque le norme previste durante i periodi di massima pericolosità di incendi boschivi, anche se permangono in vigore la legge regionale del 2018, con il divieto di abbruciamento di materiale vegetale, derivante dalle normali attività agricole e selvicolturali, su tutto il territorio della Regione Piemonte dal 1 novembre al 31 marzo dell’anno successivo.

In virtù della legge, continua ad essere vietata l’accensione di fuochi per l’abbruciamento dei residui vegetali su tutta la Regione.

Fino a 50 metri di distanza dai boschi, “dai pascoli o dai terreni coperti da arbusti” – che salgono a 100 nel caso in cui sia dichiarato lo stato di massima pericolosità per incendi boschivi – è concesso accendere fuochi in aree attrezzate soltanto per motivi di lavoro e per motivi legati alla tradizione culturale, sempre che non sia stato diramato lo stato di pericolosità.

Nel resto del territorio regionale, invece, sono concesse altre tipologie di combustione all’aperto (purchè non derivanti da materiali vegetali) per tutto l'anno.

A febbraio, le Regione ha apportato una modifica alla normativa circa l’abbruciamento di residui vegetali: prevista una deroga di trenta giorni, anche non continuativi, per i Comuni montani e di quindici giorni, anche non continuativi, per le aree di pianura.

Le deroghe sono concesse dai sindaci, con ordinanza ad hoc, fermo restando il vincolo delle polveri sottili previsto dal semaforo regionale.

Ni. Ber.

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