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Attualità | 06 aprile 2020, 17:49

"Come applicare protocolli nelle RSA se ad oggi non distinguiamo un caso Covid positivo da un asintomatico?"

A parlare è Giorgio Maldonese, Amministratore delegato della Cooperativa Sociale "Il Faro"

"Come applicare protocolli nelle RSA se ad oggi non distinguiamo un caso Covid positivo da un asintomatico?"

Dal ministero della Salute il 3 aprile arriva l’ennesimo aggiornamento che questa volta riguarda il via libera ai tamponi rapidi, quei test che permettono di rivelare in tempi brevi la positività al coronavirus. Sono 11 in totale i test a tampone rapido validati dal dicastero che in una circolare ha anche indicato quali sono i criteri di priorità per l’esecuzione, a partire da pazienti ospedalizzati, operatori sanitari esposti a maggior rischio, soggetti fragili e soggetti con infezione respiratoria ricoverati nelle residenze per anziani.

Ed è proprio su questo tema che mi vorrei soffermare: le categorie che hanno la priorità! Fino ad oggi ci siamo tutti in modo coscienzioso rimboccandoci le maniche, e ripromessi di lasciare alla fine le polemiche, ma è giunto il momento di dire basta e di far sentire la nostra voce, perché ormai viviamo nel caos totale di una burocrazia che seppellirà ciò che speriamo non faccia la pandemia. Al di là dei DPI ormai diventata parola d’ordine, assieme a tutti i protocolli che rigorosamente seguiamo per tutelare i nostri ospiti, in una situazione che al momento nelle nostre strutture è sotto controllo, ci tengo a rimarcare che si deve fare assolutamente qualcosa ed in tempi brevi per tutti gli ospiti delle Rsa A livello piemontese che conta circa 30.000 posti letto accreditati, sono ben pochi però i tamponi effettuati, e la situazione giorno per giorno va sempre più precipitando come si legge dalle cronache.

L’unica cosa che vogliamo è salvaguardare la salute dei nostri circa 480 ospiti e dei 250 soci lavoratori, e per far ciò abbiamo bisogno di prevenire. Ma i tamponi ritardano e quando nonostante le dichiarazioni del ministro della salute che assicura tamponi per tutti, attualmente i tamponi non si fanno, ed il mondo dei più deboli, delle persone che già soffrono di gravi patologie, e tutti gli operatori dell’assistenza che in questo periodo lavorano con grande spirito di abnegazione, sono quasi abbandonati a sé stessi in assenza di segnali di potenziamento della rete di prevenzione, che dovrebbe invece lavorare contro la diffusione del virus.

Sono ben cosciente che ci sono cittadini di serie A e di serie B, si fanno infatti tamponi ai calciatori perché ci sono i milioni di euro per i diritti televisivi, facciamo tamponi a burocrati della politica, facciamo tamponi ai vari prelati perché è meglio essere prudenti, e la lista potrebbe proseguire.

Mi chiedo come amministratore delegato di alcune RSA in provincia di Asti e Torino, in cui ribadisco fortunatamente al momento la situazione è sotto controllo, come possiamo applicare tutti i protocolli, se a tutt’oggi non siamo in grado di distinguere un caso di Covid- 19 positivo da un asintomatico, e da chi semplicemente presenta solo sintomi influenzali, se non viene fatta una diagnosi più specifica, come possiamo rassicurare e confortare il nostro personale, che già lavora sotto pressione, e tutti i parenti degli ospiti, se i tamponi non ci sono? Tutte domande che devono trovare risposta, perché tra una settimana per molti sarà troppo tardi!

Lo Stato faccia presto! Perché il problema rischia di esplodere. Quello che oggi può sembrare andare bene, domani può essere stravolto.

Noi ci siamo! Ce la stiamo mettendo tutta. Ringrazio anche la Regione Piemonte, per l’importante contributo, ma vorrei chiudere ricordando che non bastano solo le belle parole, per supportare la gestione della salvaguardia e della tutela dei lavoratori e degli ospiti dei presidi socio-assistenziali, ma servono fatti!

Giorgio Maldonese, Amministratore delegato della Cooperativa Sociale Il FARO

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