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Al Direttore | 15 maggio 2020, 08:15

Fillea Cgil Asti: "La nostra provincia deve essere pronta per un'edilizia sostenibile di qualità"

Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni del sindacato, alla luce del Decreto Rilancio

Fillea Cgil Asti: "La nostra provincia deve essere pronta per un'edilizia sostenibile di qualità"

Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni del sindacato, alla luce del Decreto Rilancio.

Per la FILLEA CGIL di Asti ,in attesa di leggere in gazzetta ufficiale il testo definitivo del Decreto Rilancio, per poter dare un giudizio complessivo e più preciso, dovrebbe arrivare finalmente qualche buona notizia anche per il settore edile, un probabile raggio di sole.

Il Presidente del Consiglio nella conferenza stampa ha annunciato tra le altre cose anche il cosiddetto ecobonus, previsto per i lavori di riqualificazione energetica e di quelli antisismici.

Questo provvedimento potrebbe contribuire a rilanciare l’attività edilizia aumentando la domanda e favorendo il risparmio energetico con un risparmio economico importante per le famiglie e il Sisma bonus per mettere in sicurezza gli edifici di un paese come il nostro fragile e altamente sismico, dal 1 luglio 2020 fino  al 31 dicembre 2021 per l’efficientamento energetico e la messa in sicurezza degli edifici si potrà riqualificare casa a costo zero. Dovrebbero poter beneficiare dell’ecobonus le persone fisiche e solo per le abitazioni in condominio o per quelle indipendenti che però siano anche prima casa del contribuente, risorse che potrebbero aggiungersi a quelli già stanziati precedentemente per le opere che sono ancora da  cantierizzare da aggiungere ai 68 milioni di euro previsti nel Ddl al quale sta lavorando la regione Piemonte, decreto per il quale pur ritenendo positive le intenzioni e le risorse economiche previste per il nostro settore edile.

La Fillea Piemonte e quella provinciale hanno già nei giorni scorsi espresso alcune perplessità e criticità su alcuni articoli previsti nel Ddl, punti che potrebbero rischiare di favorire aziende poco  trasparenti penalizzando le aziende serie e i lavoratori, allargando le maglie  così come previsto all’ art° 65 sulla documentazione antimafia si rischierebbe di spalancare le porte alla criminalità e alle mafie in un settore che è da sempre appetibile per il riciclaggio di denaro e potrebbe esserlo maggiormente in questo periodo di crisi. Dobbiamo tenere conto che molte aziende lamentavano mancanza di liquidità già precedenti al lockdown al quale era sottoposto anche  la maggior parte del settore edile ,l’ art° 66 che prevede la proroga dei  D.U.R.C. in scadenza al 15 Giugno 2020 portandola al  31 gennaio 2021 questo vorrebbe dire che per tutto questo ulteriore periodo tutte le imprese, comprese quelle che operano furbescamente nel settore e quelle che vivono operando  nel malaffare non saranno soggette a verifiche e potranno lavorare indisturbate questo rischierebbe di danneggiare economicamente sia i lavoratori che le Imprese Serie e si verrebbe a creare una concorrenza sleale insostenibile per le ultime e l’art ° 28 che prevede la possibilità di partecipazione agli appalti solo alle aziende con sede in Piemonte, questo punto potrebbe vedere un aumento dei contenziosi da parte delle ditte escluse, rallentando di conseguenza l’assegnazione degli appalti e una ripartenza più rapida del settore.                                                                                                                      

Auspicando in una rapida disponibilità delle risorse e a una attenta analisi della Regione rispetto alle criticità espresse, il settore deve sfruttare queste risorse per provare a uscire dalla crisi. Non possiamo perdere questa occasione. Anche la nostra provincia dovrà essere pronta per rilanciare un'edilizia sostenibile di qualità, nel pieno rispetto della legalità e delle norme previste a tutela della salute e della sicurezza dai protocolli allegati nel DPCM del 26 aprile scorso all’ art. 2 comma 6. Ecobonus, Sisma bonus, investimenti regionali e il possibile completamento della Asti /Cuneo, un opera attesa da tempo immemorabile, pensata nel 1989, iniziata nel 2000 e successivamente interrotta nel 2012 perché sono finite le risorse a solo 9 Km dal termine dell’opera.                                                                                             

Speriamo che sia la volta decisiva, per rilanciare nuovamente il settore tornando ad essere volano per l’economia del paese e di riuscire a completare definitivamente la nostra cattedrale nel deserto, questo servirebbe anche a migliorare la viabilità dei cittadini e degli autotrasportatori portando anche benefici economico ai territori interessati.

Paolo Conte - Fillea Cgil Asti

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