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Attualità | 14 giugno 2020, 07:20

Lockdown, le verità di Arpa Piemonte: "Le pm10 colpite più dagli impianti di riscaldamento che dal traffico"

Enorme l'impatto sul rumore: sceso del 70% con le auto ferme e del 97% senza movida. Robotto: "E sulla pulizia delle strade siamo stati i primi a dire no all'uso dell'ipoclorito"

Lockdown, le verità di Arpa Piemonte: "Le pm10 colpite più dagli impianti di riscaldamento che dal traffico"

La qualità dell'aria è influenzata soprattutto dagli impianti di riscaldamento e non dal traffico veicolare, mentre l'acqua del Po non è migliorata a causa dello stop alle attività umane. Insomma, il lockdown in Piemonte avrebbe causato una forma di suggestione collettiva, ma nei fatti non ci sarebbero stati grandi cambiamenti (in meglio) per l'ambiente.

Lo rivelano i nuovi dati di Arpa Piemonte che hanno preso in analisi le 10 settimane di "chiusura" a causa del Coronavirus, confermando alcuni aspetti in parte già emersi, ma portandoli del tutto alla luce.

Le pm10? Colpa dei riscaldamenti
Il primo aspetto riguarda la qualità dell'aria. Secondo Arpa, infatti, anche se moltissime automobili sono rimaste parcheggiate nel periodo di stop, le pm10 sarebbero rimaste sostanzialmente stabili a causa di un maggiore uso del riscaldamento in abitazione, dove la gente è stata costretta a trascorrere più tempo. "Abbiamo sempre detto che il traffico veicolare incide molto meno sulla pm10 - afferma Angelo Robotto, direttore generale di Arpa Piemonte - rispetto a quanto possa incidere per esempio sull'emissione degli ossidi di azoto. I dati dicono che non c'è stato impatto, anzi è stato il meteo a incidere, come dimostra il passaggio delle polveri desertiche del mar Caspio, che hanno addirittura peggiorato la situazione".

L'illusione scorre silenziosa
Ma un'altra illusione ottica riguarda il Po, che in tanti hanno visto come migliorato nella qualità delle sue acque, in un sorta di rivincita per la natura sull'attività umana. E invece no, anche in questo caso. "I dati di aprile 2020, rilevati in 5 punti e con 180 parametri - dice Robotto - non offrono variazioni significative rispetto alle analisi effettuate nello stesso periodo dei cinque anni precedenti. La sensazione di un'acqua più cristallina è dipesa più dalla velocità dello scorrimento e dalle condizioni del meteo, ma non dalla purezza".

Strade pulite e meno rumorose
Un altro tema caldo in questi periodi di pandemia è connesso alle strade: sulla loro pulizia, innanzitutto. "Siamo stati tra i primi a dire che l'uso dell'ipoclorito sarebbe stato un errore e gli altri ci hanno poi seguito - afferma con orgoglio Robotto -: un uso massivo sarebbe stato dannoso per l'ambiente, rilasciando cloro, mentre avrebbe fatto ben poco per la lotta al virus".

Mentre le conseguenze sul rumore sono state, quelle sì, evidenti: in un crescendo scandito prima dalla chiusura delle scuole, poi delle attività e infine dal lockdown più severo, il rumore legato alle automobili è letteralmente crollato fino a raggiungere i 4 o i 5 decibel in meno, che corrispondono a un 60-70% di calo complessivo. Lo stesso discorso vale per la movida, azzerata e dunque con un rumore che è sceso di 15 decibel, ovvero del 97% rispetto al totale.

M.Sc.

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