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Politica | 08 luglio 2020, 10:00

Alberto Cirio resta in Forza Italia. L’estate non è tempo di trasloco

Rinviato sine die il ventilato passaggio in Fratelli d’Italia dove nessuno faceva salti di gioia per l’arruolamento del governatore. La rimonta nei sondaggi gli ha consigliato prudenza

Alberto Cirio resta in Forza Italia. L’estate non è tempo di trasloco

“Credo che Alberto rimarrà in Forza Italia anche se lui sa che qualunque scelta faccia noi lo seguiremo. Preferisco le idee di Berlusconi a quelle della Meloni, ma Cirio è il nostro faro e se lui deciderà di fare il salto saremo al suo fianco”.

Tra le righe delle parole di questo fedelissimo del governatore forzista del Piemonte è condensato il consiglio di prudenza che gli hanno rivolto in tanti negli ultimi giorni.
Tutto cancellato, dunque?

Meglio dire rinviato, come osserva un collega parlamentare, il quale aggiunge: “Cirio ha un ruolo che gli permette di uscire agevolmente dall’imbarazzo”.

Per il momento dunque Alberto Cirio ha rinviato ad un domani, rispetto al quale non ha indicato date, il suo eventuale passaggio da Forza Italia a Fratelli d’Italia.
Dal quartier generale di FdI cuneese l’operazione veniva vista con malcelato disappunto, tant’è che il coordinatore provinciale William Casoni si era affrettato a considerare che “Cirio resta dov’è perché Forza Italia ha bisogno di lui e lui può fare ancora tanto per il suo partito”.

Un messaggio chiaro per dire: “grazie, stai pure dove sei che noi cominciamo ad essere in troppi”.

Il cambio di casacca del presidente avrebbe avuto l’effetto di sconquassare Fratelli d’Italia in Piemonte e di polverizzare il partito di Giorgia Meloni nel Cuneese.

Cirio avrebbe infatti portato con sé il senatore Marco Perosino, il vicepresidente del Consiglio regionale Franco Graglia, il sindaco di Alba Carlo Bo, una pletora di sindaci e amministratori locali, truppe cammellate di bocciofile e Pro loco (non necessariamente soltanto dalla Langa).

Insomma, un vero e proprio tsunami.

Con un colpo di spugna, sarebbe stata cancellata ogni ambizione degli ultimi arrivati nelle fila dei Fratelli e anche quelle degli attuali dirigenti e rappresentanti istituzionali.
Forza Italia avrebbe trasferito armi, bagagli e cariaggi a casa loro insieme all’avviso di sfratto.

L’unico a non traslocare sarebbe stato Enrico Costa, saldamente sulla tolda di comando di Forza Italia quale responsabile della Giustizia, tema che sta particolarmente a cuore al Cavaliere e rispetto al quale – dopo le ultime vicende – conta di rimontare nei consensi.

Se proprio FI dovesse naufragare - riferiscono i bene informati - Costa potrebbe scegliere la scialuppa di Carlo Calenda, ma si tratta di una voce raccolta nel cicaleccio del Transatlantico.

Cirio, rincuorato dai sondaggi che nell’arco di un paio di mesi lo hanno riportato nella scala di gradimento dei presidenti di Regione dal 16° al 7° posto tra i governatori d’Italia e dal fatto che il suo partito viene dato in risalita, ha congelato ogni decisione.

D’altronde – come la tradizione della sua terra gli insegna – non è in piena estate che si fa “Sanmartin” (trasloco) – bensì nel tardo autunno, a vendemmia ultimata.

In base all’andamento della stagione si sceglie il nuovo “ciabot”: o più grande o più piccolo a seconda della qualità del raccolto e di quel che offre il mercato.

GpT

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