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Attualità | 07 ottobre 2020, 13:57

La politica astigiana “sgomenta” di fronte all’ipotesi di un ampliamento della Casa di Reclusione di Quarto

Sindaco e assessore ai Servizi Sociali si appellano al presidente Cirio per contestare la richiesta del ministero della Giustizia

La politica astigiana “sgomenta” di fronte all’ipotesi di un ampliamento della Casa di Reclusione di Quarto

Ricevuta per conoscenza la richiesta avanzata dal ministero della Giustizia alla Regione Piemonte inerente l’accertamento e conformità urbanistica perl’ampliamento della Casa di Reclusione di Asti al fine di realizzare un ulteriore padiglione detentivo da 120 posti, il sindaco Maurizio Rasero e l’assessore alle Politiche Sociali Mariangela Cotto si sono detti “sgomenti”, appellandosi al presidente Cirio per sottoporgli alcune perplessità.

Una prima criticità, legata soprattutto ai recenti avvenimenti atmosferici eccezionali, è rappresentata dall’eccessiva vicinanza, pari a circa un chilometro, della sede carceraria dal fiume Tanaro che spesso a causa delle abbondanti precipitazioni è a rischio esondazioni.

Inoltre, sostengono ancora sindaco e assessore, l’implementazione di un nuovo padiglione carcerario sul territorio astigiano creerebbe notevoli difficoltà nell’attuazione dei percorsi di integrazione socio-lavorativa degli ex detenuti nei progetti di occupazione e abitazione, in quanto il tessuto sociale è già sottoposto a pressioni dettate da un crescente disagio sociale che sta coinvolgendo numerosi nuclei famigliari del territorio.

Ragioni che, nell’attesa di una risposta del presidente Cirio, sindaco e assessore ritengono veri e propri impedimenti all’ampliamento richiesto.

Redazione

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