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Attualità | 17 ottobre 2020, 17:06

Asti: la società civile è scesa in piazza contro violenza sulle donne, omotransfobia e misoginia [FOTOGALLERY]

Accogliendo l’invito a “Non restare in panchina”, si sono dati appuntamento in piazza Marconi

Galleria fotografica a cura di Efrem Zanchettin - MerfePhoto

Galleria fotografica a cura di Efrem Zanchettin - MerfePhoto

E terminato poco fa il presidio indetto da numerose associazioni astigiane (Agedo Asti/Alba- Amnesty International, Asti Pride,Cgil Asti, Coordinamento Donne, Casa del Popolo Asti, Collettivo Terzo Intermezzo, Fridays for future Asti, Noix de Kola) finalizzato a sensibilizzare l'opinione pubblica contro la violenza sulle donne e contro quella omotransfobica.

Decine di persone hanno scelto di “Non restare in panchina” – questo lo slogan scelto per l’iniziativa – e ritrovarsi in piazza Marconi per accendere un riflettore su questi ingiustificabili fenomeni. Il tutto a pochi giorni dall’inizio della discussione parlamentare, calendarizzata da martedì 20 ottobre, inerente una proposta di legge contro l’omotrasfobia e la misoginia.

“È arrivato il momento che l’Italia segua l’esempio degli altri Paesi europei - spiegano i responsabili delle associazioni -. Da troppi anni attendiamo una legge seria ed efficace per contrastare la violenza e le discriminazioni verso le persone LGBT+ e le donne, tutelando le vittime con risorse adeguate e politiche concrete. Non si può più girare la testa dall’altra parte. È ora di fermare l’odio. Violenze e discriminazioni verso le persone LGBTI+ e le donne sono una realtà quotidiana”.

G. M.

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