/ Scuola

Scuola | 22 ottobre 2020, 18:15

Al Penna di Asti una classe e una dozzina di prof in quarantena. La testimonianza di un'insegnante

La docente Sabrina Gamba racconta: "Io costretta a casa senza sintomi, ma i miei cari possono uscire. Se il mio tampone fosse negativo, sarei obbligata ad andare a scuola ma a tornare subito a casa. Perché?"

Al Penna di Asti una classe e una dozzina di prof in quarantena. La testimonianza di un'insegnante

I contagi crescono quotidianamente anche nell'Astigiano e le scuole sembrano non essere escluse.

Anche all'Istituto Penna di Asti una classe è attualmente in quarantena, dopo la segnalazione di un solo caso di positività tra gli studenti.

Questo comporta, però, la quarantena forzata di una dozzina di insegnanti e disagi non indifferenti per la scuola, che deve fare i conti con una mancanza massiccia di forze per almeno 14 giorni. 

"La situazione Covid nella nostra scuola è sotto controllo. Abbiamo stanze molto grandi, ingressi separati e alcune classi sono state trasferite nell'edificio adiacente. In più i ragazzi fanno didattica a distanza nel pomeriggio", spiega Sabrina Gamba, professoressa di Scienze e Geografia.

In realtà, però, sembra esserci qualcosa di particolarmente strano in questo meccanismo di segnalazione e gestione dei casi Covid nelle scuole.

È la stessa Sabrina a raccontarcelo, che da oggi è in quarantena dopo un caso di positività nella sua classe. 

"Sono in attesa del tampone e al momento non posso muovermi da casa. Però le persone con cui vivo possono. Questo è assurdo. Non ho sintomi e sto bene, ma se fossi positiva?", ci racconta.

Non è tutto. Se il tampone di Sabrina darà esito positivo, ci sarà per lei l'obbligo di quarantena coatta. Se invece il tampone dovesse dare esito negativo, potrà spostarsi solo per andare a lavorare. 

"Anche con un esito negativo io non potrò andare a fare la spesa. Potrò solo recarmi sul posto di lavoro. Non capisco il motivo. Questa cosa va a colpire lavoratori sani, senza dare alcun beneficio alla mia città e anzi, mettendo in difficoltà la mia scuola", continua Sabrina.

Anche se la norma prevede che i conviventi possano regolarmente uscire e recarsi in luoghi pubblici, Sabrina, anche per motivi organizzativi, ha deciso di tenere i propri figli a casa con lei.

Elisabetta Testa

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium