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Al Direttore | 23 ottobre 2020, 12:34

Covid: possibile tocchi sempre ai cittadini dimostrare coscienza e auto-prevenzione? Le istituzioni cosa fanno?

Pubblichiamo la testimonianza di una famiglia, con madre insegnante positiva al tampone, che da giorni attende di venir sottoposta a tracciamento

Covid: possibile tocchi sempre ai cittadini dimostrare coscienza e auto-prevenzione? Le istituzioni cosa fanno?

Egr. Direttore,

sono il genitore di una studentessa che frequenta l’Istituto Giobert; ho letto i vostri recenti articoli sull’argomento e vorrei portare la testimonianza della nostra famiglia che parte dai problemi al Giorbert e si allarga a quella dell’ASL di Asti, per finire alle conseguenze che questi problemi arrecano alla vita di una famiglia e alla società in generale.

In sintesi la nostra storia è questa.

Mia figlia ha frequentato, come tutti gli studenti del Giobert, didattica in presenza tutti i giorni della settimana fin dal primo giorno di scuola. Questo ha messo sicuramente sotto stress sia l’attività nella scuola, avendo (a parte rare eccezioni) tutte le classi al completo e in presenza, sia i trasporti (ad esempio davanti al Giobert è dovuta intervenire la polizia locale per tenere sotto controllo la situazione, come da vostra foto sull’articolo “Covid e scuola: in quarantena fiduciaria una dozzina di classi dell’Istituto Giobert” del 21/10/2020 (CLICCA QUI per rileggere l'articolo, ndr.) e le linee degli autobus – quali Giachino - non sono state rafforzate, per cui il numero di utenti è rimasto praticamente invariato rispetto al periodo pre-pandemia).

Mi lego ora al vostro articolo “Vi racconto il mio ‘limbo’: in autoisolamento da due settimane, ancora aspetto il tampone” (CLICCA QUI per rileggere l'articolo, ndr.) di oggi nel quale un professore del Giobert racconta la sua esperienza. Il professore è anche della classe di mia figlia e immediatamente dopo ai giorni in cui lui ha manifestato sintomi, anche mia figlia li ha avuti. Però sono stati lievi e il nostro medico curante aveva escluso, in un primo momento, la possibilità che si trattasse del covid-19.

Poi un paio di giorni dopo li ha avuti mia moglie ma anche a lei durati solo un giorno o due e così anche l’altra mia figlia. Per il medico si trattava solo di sintomi di raffreddamento, per cui, dopo un paio di giorni a casa, tutti hanno ripreso la loro attività fino a sabato scorso a cui mia moglie sono spariti gusto e olfatto.

Visto che i sintomi sono arrivati nel weekend e che anche lei è docente in una scuola di Torino, si è recata direttamente all’ASL di Asti per avere il tampone e, con qualche difficoltà e forse fuori dalla normale procedura che prevede segnalazione del medico e poi presa in carica dell’ASL, le hanno fatto il tampone. Dopo tre giorni il nostro medico ha avuto accesso ai tabulati dell’ASL ed è risultata positiva.

L’ASL ad oggi (tre giorni dopo l’esito di positività) non ci ha ancora comunicato nulla e non ha predisposto tracciamenti neanche a noi familiari stretti. Quindi in teoria noi potremmo girare liberamente anche se, ovviamente, per precauzione ora ci siamo volontariamente isolati e messi in quarantena.

Le problematiche sono diverse:

- non sappiamo chi di noi è positivo o meno (l’altra nostra figlia ha nel frattempo anche lei perso gusto e olfatto) e quindi l’isolamento in casa è praticamente impossibile, con la conseguenza che saremo destinati tutti ad infettarci anche se, sapendolo invece con tempestività, avremmo potuto prendere provvedimenti in merito (per esempio dividerci in due abitazioni diverse, tra infettati e non).

- mia moglie alla sua scuola ha comunicato la sua positività, ma la scuola non può prendere provvedimenti (quali mettere in quarantena la sua classe) perché manca l’informativa dell’ASL.

- Mia figlia, che frequenta il Giobert, non avendo fatto il tampone non sappiamo se è positiva o meno e quindi penso che anche il Giobert non possa prendere alcun provvedimento (nel frattempo le classi in quarantena al Giobert continuano ad aumentare, così come i professori con la conseguenza che le classi fanno anche solo una o due ore di lezione al giorno per carenza di docenti).

Le domande che ci poniamo quindi solo le seguenti:

- Le scuole non avrebbero potuto/dovuto prevedere almeno parte della didattica a distanza fin dai primi giorni di scuola per evitare i problemi nelle scuole e nei trasporti? (Cito ad esempio un problema nella classe di mia figlia, che ha una finestra pienamente agibile su 5 – dovuto ad un rimpallo che dura da più di un anno tra provincia e scuola su chi si deve accollare i costi per la manutenzione – per cui il dovuto ricambio di aria non può essere garantito).

- L’ASL non dovrebbe essere più celere nell’effettuare i tamponi e nel perseguire i conseguenti tracciamenti per poter mettere in atto misure di prevenzione efficaci e tempestive? (Noi abbiamo anche provato a farci fare i tamponi da laboratori privati, ma essendo già stati segnalati all’ASL, loro non ce li possono più fare, con il paradosso che se una persona è sana può farsi fare il tampone privatamente ma se una ha sintomi ed è fortemente a rischio perché venuta a contatto con un positivo non lo può fare se è già stata segnala all’ASL!)

In conclusione e a nostro parere rimane a carico dei privati cittadini dimostrare coscienza e auto-prevenzione perché riteniamo le istituzioni (ASL e Scuole in primis) non assolvano in pieno il loro dovere istituzionale (garanzia alla salute e all’istruzione) provocando inoltre, con le loro inadempienze, il propagarsi della pandemia.

Lettera firmata

Al direttore

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