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Scuola | 23 ottobre 2020, 11:15

Quarantena comunicata su Whatsapp agli alunni, i genitori: "Chiamano per tutto, ma non per questo"

Segnalazioni all'Artom e al Giobert. Il dirigente Calcagno: "Cosa si vuole ancora dalla scuola? La comunicazione formale la mandiamo alle famiglie, ma solo dopo che ci arriva dall'Asl. Faccio il preside, non il sanitario"

Immagine di archivio

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In questi giorni sta facendo molto discutere tra i genitori una procedura che non solo una scuola pare abbia attivato.

Sono diverse le scuole di ogni ordine e grado ad avere delle classi in quarantena e professori assenti in via precauzionale. Sembra, però, che in alcuni casi le classi siano state informate dell'imminente quarantena solo tramite gruppi Whatsapp degli stessi alunni.

Un caso che fa discutere, ad esempio, all'Artom di Asti, dove la classe 5C, in quarantena, sarebbe stata avvisata tramite Whatsapp.

In questo caso, però, si tratta di alunni maggiorenni.

Una situazione diversa, invece, lamenta un genitore di un alunno della 4A del Giobert.

"Il giorno prima dell'inizio della quarantena i ragazzi hanno ricevuto un whatsapp. Sono ancora minorenni! Bisogna avvertire le famiglie. Spesso le scuole chiamano per tutto, per cose inutili, ma per queste cose così importanti e delicate non avvisano i genitori. Assurdo", commenta un genitore.

È forse troppo semplice, però, in questa situazione così paradossale, cercare i colpevoli e puntare il dito. 

"Cosa si vuole ancora dalla scuola? A parte che i nostri ragazzi erano maggiorenni. Ad ogni modo, abbiamo scelto Whatsapp perché è il modo più rapido e informale per avvisare. La comunicazione formale la mandiamo alle famiglie, ma solo dopo che ci arriva dall'Asl. Faccio il preside, non il sanitario", spiega il dirigente scolastico dell'Artom, Franco Calcagno.

Intanto le scuole sembrano accusare ogni giorno di più - emotivamente e fisicamente - il colpo di questa dura battaglia, che sembra non avere fine. Professori in quarantena, alunni assenti, disposizioni rigorosissime da seguire e un senso di incertezza nell'aria, che si spera che una folata di vento possa finalmente portare via.

Elisabetta Testa

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