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Cultura e tempo libero | 24 ottobre 2020, 07:30

Viviamo in un posto bellissimo: Astensis civitatis dignitate

Puntata dedicata allo stimolare riflessioni ed azioni attorno al valore del ritrovarsi quale comunità, forti del nostro incredibile patrimonio culturale

Viviamo in un posto bellissimo: Astensis civitatis dignitate

Nel marzo 1935 veniva istituita la Provincia di Asti. O meglio, veniva ricostituita, dopo che l’antico organismo era stato soppresso nel 1859. In quel momento si mirava, su sacrosante pressioni dell’opinione pubblica locale, a ritagliare un territorio comprendente i comuni che gravitavano su Asti, appartenuti nel medioevo alla sua Repubblica, carichi di storia, tradizioni, consuetudini e prospettive troppo distintive ed identitarie per non essere gestite e valorizzate come insieme.

L’identità della comunità astigiana partiva e parte dall’unicità della sua storia, con la crescita comune sotto le varie realtà amministrative a cui la popolazione residente si è sentita nel tempo d’appartenere o di contrastare, differenziandosi in modo più che evidente dai vicini e dai confinanti.

A piccolissima discolpa delle recenti cadute d’orgoglio locale nello scordarsi il dovuto rispetto di nome e comunità, su motivazioni ipotetiche e spesso strumentali a pochi o ad altri territori, c’è da dire che nell’Astigiano non sia proprio sempre facile, capoluogo a parte, non farsi influenzare dalle varie frammentazioni che si sono sommate nel corso della sua storia; tanto quanto dall’elevata dispersione insediativa, le cui tracce sono sopravvissute fino ai nostri giorni in gran parte dei suoi centri abitati, di piccole dimensioni e dalla forte personalità.

Sono convinto che il concetto di comunità, così presente nella denominazione Astesana, sia il punto di partenza della nostra identità territoriale, e si possa far coincidere con il Contado d’Asti, di età viscontea-orléanese, diventato nel 1560 prefettura o provincia d’Asti: sistemazione, ridimensionata, dell’originario potere del libero comune di Asti su un ampio territorio. Territorio da lui dipendente nell’età della sua massima espansione, alla fine del Duecento, composto da un nucleo centrale di origine più antica, dalle località immediatamente gravitanti sulla città e dalle tante altre circostanti, che oggi rientrano a pieno titolo nell’area provinciale. Tanto per capirci, buona parte di quanto raccontato ed illustrato nel Codex Astensis.


L’Astigiano, nonostante qualcuno se ne scordi, continua ancora oggi ad essere magnificamente rappresentato nell’antica Astesana, grazie ad una memoria storica che ha conosciuto nei secoli vivaci colpi di fiamma, che oggi cominciano a rivedersi nel ricercare ed enfatizzare l’Astensis civitatis dignitate, origine e conseguenza di un senso d’appartenenza persistente, importante, antico e bellissimo. Origine e conseguenza del carattere indomito e un po' ribelle di noi astigiani, dopo vent’anni di residenza mi ci annovero con enorme piacere, ostinatamente sognatori e caparbi nel lottare per le proprie idee e convinzioni. Confidando che siate d’accordo con me su valore comunitario e necessità di cambiamento, perché allora non iniziare?

Davide Palazzetti

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