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Politica | 28 ottobre 2020, 09:50

Colpo di scena in Consiglio Comunale, Giovanni Boccia lascia la lista Rasero ed entra nel Gruppo Misto con Angela Motta

Il Gruppo non ha ancora un nome e racchiuderà entrambe le 'anime' dei consiglieri. Si è discusso anche di Bilancio, Cerruti: "Non c'è visione di futuro". Berzano: "Il consolidato in perdita non ha conseguenze dirette"

Immagine di repertorio

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Si è concluso dopo  mezzanotte e trenta, il Consiglio Comunale, per la prima volta presieduto da Walter Rizzo, dopo le dimissioni del consigliere Giovanni Boccia che ieri sera ha annunciato di passare al Gruppo Misto con Angela Motta (Italia Viva).

Due anime e due percorsi completamente diversi che a giorni renderanno noto il loro nome.

Boccia dopo le dimissioni da presidente del Consiglio, sceglie un ruolo più tecnico entrando nel Gruppo Misto dove si trovava soltanto Angela Motta che, avendo lasciato il Pd e non potendo costituire un gruppo come Italia Viva, è entrata nel Gruppo Misto a cui ora si aggiunge Boccia che resta comunque nella maggioranza.

Non sarà semplice trovare un nome che possa rappresentarli entrambi.

Un Consiglio più ‘tranquillo’ e ordinato rispetto alle ultime sedute – spiega il consigliere Paride Candelaresi - con una prima ora dedicata alle interpellanze”.

Si è poi passati al (Documento Unico di Programmazione 2021-2023) con un’inversione dell’ordine del giorno e dell’esercizio finanziario 2020 con una variazione al Bilancio di previsione 2020/22 e del consolidato 2019 Gruppo Città di Asti.

Il consolidato è la riunificazione dei bilanci con le partecipate: Asp, Gaia, Astiss e Biblioteca e chiude in perdita, un bilancio che mescola due metodologie di conteggi diversi (finanziaria e civilistica) – spiega l’assessore al Bilancio Renato Berzano – le insussitenze sono quelle che nel nostro bilancio vanno a finire nell’avanzo di amministrazione, ma sono interamente coperte, dall’altra parte invece finiscono nelle sopravvenienze passive e vanno a determinare la perdita dell’esercizio.

"Ed è questo l’elemento che determina la perdita d’esercizio. Il dato è negativo ma deve essere interpretato, non si deve assolutamente pensare ad un fallimento -rimarca Berzano - il concetto della perdita all’interno di un ente pubblico non è la stessa cosa di una perdita di un ente privato. Un bilancio consolidato in perdita è un elemento di informazione che di per sé non ha conseguenze dirette sulla vita dell’ente, sarei preoccupato se andassimo a chiudere in disavanzo il rendiconto”.

Un bilancio che non ha visioni e prospettive come sempre – tuona il consigliere del Movimento 5 Stelle Massimo Cerruti – un bilancio che doveva tracciare le linee per il 2020-2023 e invece gli assessori hanno solo parlato di cose fatte in passato andando fuori tema. Parlando di partecipate e di Asp in particolare, tutta la vicenda legata a Aec e ai contratti di illuminazione di teleriscaldamento, che, secondo le direttive Anac paiono illegittimi, la notizia è che l’amministrazione anziché prendere di petto la situazione intende affidare un incarico di consulenza all’avvocato Angeletti per valutare ancora il da farsi. Tergiversano”.

In chiusura sono state approvate le modifiche allo Statuto e convenzione dell’Istituto per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea in Provincia di Asti. Non ci sarà più l’obbligo di avere un direttore amministrativo che sia figura interna, ma basta un consigliere o dirigente di uno dei comuni consorziati. Come già previsto dallo scorso anno, molto probabilmente rimarrà un solo dipendente.

Nuova seduta questa sera per discutere della cittadinanza onoraria a Liliana Segre e delle altre mozioni.

Betty Martinelli

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