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Sanità | 30 ottobre 2020, 09:15

Casa di Riposo Città di Asti, la rabbia dei sindacati: "Nessuno si chiami fuori. Si sta lasciando morire un pilastro della sanità"

Cgil, Cisl e Uil hanno anche raccolto firme contro la privatizzazione della struttura. Il 6 novembre sciopero dei lavoratori, per chiedere una "soluzione vera, sostenibile e nell'interesse della comunità"

Casa di Riposo Città di Asti, la rabbia dei sindacati: "Nessuno si chiami fuori. Si sta lasciando morire un pilastro della sanità"

Il futuro della Casa di Riposo Città di Asti è stato al centro di un incontro che si è svolto lunedì tra l’ASL AT, il Comune di Asti e la Casa di Riposo di Asti e CGIL, CISL e UIL.

In quell’occasione le organizzazioni sindacali hanno appreso che il giorno seguente, martedì 27, il Commissario dell’ente avrebbe deliberato l’affidamento alla cooperativa Anteo della costruzione del Capitolato d’Appalto per la cessione della Casa di Riposo a privati.

CGIL, CISL e UIL, nel manifestare la propria contrarietà a questa scelta, hanno chiesto con forza l’impegno delle Istituzioni locali per tentare di mantenere la gestione diretta dell’ente.

Questa la nota congiunta di Cgil Asti, Cisl Alessandria-Asti e Uil Asti.

La Casa di Riposo Città di Asti è stata abbandonata per lunghi anni dalla politica e da coloro che siedono nei luoghi della decisione istituzionale, per questo salvarla è dovere della politica.

I grandi assenti e silenti al tavolo della discussione sono stati proprio coloro che dovrebbero decidere d’investire i soldi della collettività non in cattedrali nel deserto, ma nel futuro della Casa di Riposo, perché è nell’interesse degli abitanti del territorio astigiano.

Si svende, invece, al privato, che per definizione dovrà cercare il margine di guadagno, e in prospettiva si corre il rischio di aumentare i costi per la collettività, trasformando l’ente in una realtà che dovrà prima fare profitti e poi adempiere alla sua “mission”.

È  necessario che la Regione non si chiami fuori, ma investa nella Casa di Riposo Città di Asti per farne uno dei pilastri della sanità territoriale, dando gambe a enunciazioni che finora sono state solo di principio.

È necessario che il Comune di Asti, e tutti i Comuni interessati, non si chiamino fuori, ma facciano sentire la loro voce e il loro peso per indurre la Regione a non smantellare una risorsa fondamentale per la collettività.

È  necessario che la Provincia non si chiami fuori e coordini una forte iniziativa di sostegno al mantenimento in vita della Casa di Riposo così com’è oggi.

È necessario che l’ASL AT offra tutto il sostegno fattivo per la sostenibilità della Casa di Riposo.

È necessario che il Commissario della Casa di Riposo si assuma la responsabilità di verificare altre soluzioni possibili oltre a quella della privatizzazione.

Occorre che tutti gli abitanti del territorio astigiano sappiano che si sta lasciando morire una realtà che nel corso degli anni ha sostenuto in modo importante le famiglie in difficoltà, i cui cari erano non autosufficienti.

CGIL, CISL e UIL non si rassegnano al “tanto peggio” e chiedono a gran voce una soluzione vera, sostenibile, nell’interesse di tutta la comunità.

Per questo mercoledì abbiamo raccolto le firme al mercato di Asti e per questo i lavoratori dell’ente sciopereranno il 6 novembre prossimo.

Comunicato stampa

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