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Cronaca | 04 novembre 2020, 13:15

Individuato dai carabinieri il presunto responsabile del tentato omicidio di corso Matteotti

Si tratta di un pregiudicato albanese 41enne, accusato di tentato omicidio e detenzione e porto d’arma da fuoco

Individuato dai carabinieri il presunto responsabile del tentato omicidio di corso Matteotti

Importante svolta nelle indagini relative il ferimento del trentanovenne A. X., immigrato albanese che la sera di sabato 24 ottobre è stato colpito da un colpo di arma da fuoco mentre camminata in corso Matteotti. Sottoposto a due interventi chirurgici nel tentativo, purtroppo vano, di estrarre il proiettile che lo ha colpito all’addome, l’uomo versa tutt’oggi in stato di coma.

Nell’impossibilità di raccogliere la testimonianza diretta della vittima, portata al Pronto Soccorso da un immigrato rumeno residente nella via, che al momento della sparatoria stava acquistando sigarette in un vicino distributore, i carabinieri del Reparto Operativo – guidati dal maggiore Maurizio Hoffmann, che ha fornito un contributo determinante nel positivo esito di un'attività con fattori di rischio molto elevati per la possibilità che venissero usate armi, e coordinati dal sostituto procuratore Laura Deodatohanno iniziato un’indagine aperta davvero a 360°, potendo contare come unico elemento sul colore scuro dell’auto allontanatasi subito dopo gli spari.

AL SETACCIO MIGLIAIA DI FOTOGRAMMI DELLE TELECAMERE DI SICUREZZA

I militari del Nucleo Investigativo e della Sezione Operativa hanno pertanto proceduto a una capillare analisi di tutti gli impianti di videosorveglianza pubblici e privati della zona, visionando migliaia di fotogrammi nell’ambito di una lunga attività che li ha strenuamente impegnati H24, fino a rintracciare una BMW serie X6 nera che, sopraggiunta in orario compatibile con la sparatoria, dopo alcuni minuti si è allontanata in direzione cavalcavia Cavallotti. Purtroppo la targa è risultata illeggibile in tutte le riprese, per cui gli inquirenti hanno potuto basarsi soltanto su labili elementi quali una diversa luminosità dei fari anteriori e sulla presenza di cerchioni bruniti.

IL BLITZ ATTUATO SIMULTANEAMENTE SU PIU' OBIETTIVI

Individuata (non senza difficoltà) l’auto e risaliti all’identità della persona che ne usufruisce, i carabinieri, operando d’intesa con la Procura, hanno deciso di intervenire nel corso della serata del primo novembre. Irrompendo simultaneamente su più obiettivi, i militari hanno individuato il 41enne Mataliu Gilmond – pregiudicato albanese con precedenti per reati contro la persona, falso ed armi – nella sua abitazione di Asti, con delle valigie pronte per la fuga. L’uomo non ha opposto alcuna resistenza all’arresto ed è stato trasferito in carcere con l’accusa di tentato omicidio e detenzione e porto d’arma da fuoco. Il GIP nella mattinata del 3 novembre ha fissato l’udienza per la convalida del fermo emesso dalla dottoressa Deodato, disponendone poi la convalida ed emettendo la misura cautelare della custodia in carcere.

Rinvenuta anche l’auto usata la notte della sparatoria, parcheggiata nei pressi del centro commerciale “Il Gigante” di Isola d’Asti e posta sotto sequestro. Sono tutt’ora in corso le indagini volte a circoscrivere l’ambito in cui è maturato il gravissimo episodio, a tutti gli effetti una sanguinaria “resa dei conti”.

IL COMANDANTE PROVINCIALE DELL'ARMA: "INVESTITA NELL'INDAGINE OGNI RISORSA INVESTIGATIVA"

“L'episodio, per modalità e ubicazione è stato un estremamente allarmante - ha sottolineato il tenente colonnello Pierantonio Breda, comandante provinciale dei Carabinieri astigiani -, pertanto come Comando provinciale abbiamo investito ogni risorsa investigativa per cercare di addivenire a una soluzione nei tempi più rapidi possibili. Voglio complimentarmi con il maggiore Hoffmann e i suoi collaboratori per l'ottimo lavoro svolto”

“Noi eravamo abbastanza sicuri di sapere dove trovarlo, salvo l’ipotesi comunque residuale che si fosse allontanato passando da un qualche accesso da noi non monitorato - ha aggiunto l'ufficiale - , ma abbiamo operato in più posti simultaneamente ritenendo che potessero esservi elementi di prova importanti, che non volevamo rischiare venissero eventualmente occultati da persone vicine al soggetto”.

“Il fatto è avvenuto nell’ambito della criminalità comune, ma decisamente strutturata, con un significativo background. Per il momento l’azione è chiara, mentre per quanto riguarda l’ambito criminale che ha portato all’agguato abbiamo necessità di perimetrare ulteriormente l’attività, ha concluso il comandante.

Gabriele Massaro

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