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Cultura e tempo libero | 13 novembre 2020, 07:30

Asti e la paura di perdere il Centro Studi Alfieriani. Il Rotary Club: "Faremo di tutto per scongiurare questa assurda eventualità"

Dopo la presentazione di un bilancio in rosso, si teme per il futuro della Fondazione, che a breve riunirà il suo CdA

Asti e la paura di perdere il Centro Studi Alfieriani. Il Rotary Club: "Faremo di tutto per scongiurare questa assurda eventualità"

Asti ha paura di perdere il suo grande Centro Studi, dedicato alla celebre figura di Vittorio Alfieri.

Una paura che giorno dopo giorno si fa sempre più forte e spaventosamente concreta. La Fondazione Centro Studi Alfieriani, infatti, dopo aver presentato un bilancio in rosso, teme di non avere più le risorse necessarie per andare avanti.

A giorni dovrebbe riunirsi il Consiglio di Amministrazione, per deliberare sul futuro della Fondazione. Sono state tantissime le reazioni della cittadinanza alla notizia. Anche il Rotary Club di Asti, guidato dal presidente Marco Stobbione, ha preso ufficialmente posizione tramite una lettera ufficiale, in cui esprime piena vicinanza alla Fondazione. 

Il Centro Nazionale di Studi Alfieriani è nato ad Asti nel 1937, contestualmente al Centro Nazionale di Studi Leopardiani, con sede a Milano. La sua direttrice, Carla Forno, è stata chiamata a tenere conferenze nelle più prestigiose università del mondo, tra cui Kyoto, Berlino, Potsdam, Cordoba. 

"In quest'ottica il Rotary Club di Asti quest'anno ha promosso diversi service dedicati ad Alfieri, tra cui il rifacimento di tutta la cartellonistica dell'itinerario alfieriano cittadino, con estensione ai Comuni di Revigliasco e di Ferrere e la realizzazione del Calendario Alfieriano 2021", commenta Stobbione.

"La soppressione del Centro arrecherebbe un gravissimo danno non solo al prestigio, ma anche allo sviluppo economico-culturale della nostra città. Come Rotary ci riteniamo in dovere di fare quanto nelle nostre possibilità per scongiurare questa assurda eventualità, in sinergia con le istituzioni cittadine", conclude Stobbione.

Elisabetta Testa

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