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Attualità | 07 gennaio 2021, 12:40

Coppo: "La chiusura del campo rom prioritaria da prima della tragedia, vogliamo raggiungere l'obiettivo entro l'anno"

"Il degrado di quegli ambienti - attacca il vicesindaco - è da attribuire a uno Stato che preferisce 'fare cassa' sulle partite IVA piuttosto che investire sulla legalità"

Marcello Coppo, vicesindaco di Asti

Marcello Coppo

Sosteniamo da ben prima di questo grave episodio che il campo rom è da chiudere, stiamo pianificando il come e presumiamo entro l’anno di riuscire a ottenere questo importante risultato”. Lo ha ribadito, rispondendo a una nostra sollecitazione successiva la tragica morte del tredicenne Roudin Seferovic, il vicesindaco di Asti e leader locale di Fratelli d’Italia Marcello Coppo.

“Noi qui dobbiamo portare a casa un risultato, ovvero la chiusura del campo, che è epocale ha aggiunto – Perciò invito a non concentrarsi su questo specifico episodio: la necessità di chiudere i campi rom è tale a priori di quanto accaduto”.

Coppo ha altresì precisato che “Se anziché da un petardo, come sembrava in un primo momento, risulterà effettivamente che è stato colpito da un proiettilemagari sparato da qualcuno che dopo aver bevuto troppo ha premuto il grilletto senza controllare dove puntava la canna – non è che cambi molto: è comunque morto un ragazzo”.

Il vicesindaco invita però a non fossilizzarsi sul contesto in cui si è verificata la tragedia poiché “Il fatto che vi siano armi, detenute illegalmente e non utilizzate secondo quanto previsto dalla legge, è un problema in generale e non solo al campo rom. Una pistola o un fucile che sparano in aria sono un problema da affrontare sia che lo facciano in quel campo piuttosto che in corso Alfieri".

"Ciò premesso, sicuramente ci sono ambiti e sacche sociali nelle quali servirebbero più attenzione e legalità ed è giusto che l’attenzione si concentri lì”.

“Il fatto che si sviluppino contesti simili – conclude Marcello Coppo – non è però attribuibile al questore o al prefetto, bensì ad un ordinamento nazionale che, per fare cassa, su una semplice partita IVA ha una dozzina di enti di controllo, mentre investe molto meno in tema di sicurezza e incolumità”.

Redazione (dichiarazioni raccolte da Betty Martinelli)

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