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Cronaca | 19 gennaio 2021, 09:51

Cordoglio a Sessant per la morte di Silvano Risso, operaio di 50 anni, morto ieri in un cantiere a Castagnole Monferrato

Sulla vicenda indagano i Carabinieri di Montemagno e lo Spresal di Asti. I sindacati di categoria: "C'è ancora troppo da fare in tema di sicurezza". Il fascicolo in Procura per accertare responsabilità

Cordoglio a Sessant per la morte di Silvano Risso, operaio di 50 anni, morto ieri in un cantiere a Castagnole Monferrato

Stava lavorando alla ristrutturazione di una casa privata a Castagnole Monferrato, in via Umberto Primo e sistemando degli infissi, quando è precipitato, per cause da accertare, da quattro metri.

Silvano Risso, 50 anni, abitava a Sessant e per lui non c'è pià stato nulla da fare, le sue lesioni erano troppo gravi.

Una vicenda sulla quale indagano i Carabinieri di Montemagno e lo Spresal di Asti e che ha lasciato sgomenta la famiglia e la comunità intera.

Le verifiche dello Spresal

Lo Spresal di Asti, sta effettuando le verifiche del caso ed è stata fatta una segnalazione in Procura per accertare le responsabilità. Risso e il collega, dipendenti di una ditta astigiana, stavano implementando i lavori di una veranda, quando è caduto dal trabattello (ponteggio mobile) da un'altezza di circa 4 metri.

I sindacati

I sindacati di categoria, che da tempo si battono per la sicurezza sul lavoro, sono intervenuti in merito: "Attendiamo  - scrivono Marco Ciani della Cisl e Massimiliano Campana della Filca - di conoscere dalla magistratura le dinamiche dell'incidente, ma appare chiaro che c'è ancora da fare molto in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro e soprattutto in edilizia.  I numeri degli infortuni sono ancora alti. Negli ultimi anni in Piemonte nel settore sono morti mediamente circa 11 addetti per anno. Questi sono padri, figli o fratelli che sono usciti di casa per guadagnarsi da vivere, senza più farne ritorno. Un dramma familiare e sociale che devasta chi lo vive in prima persona".

Anche la Fillea Cgil, si è espressa con il referente Paolo Conte: "È inaccettabile apprendere dell’ennesima tragedia avvenuta nella provincia di Asti ,sapere che un uomo di 50 è precipitato da una impalcatura da un’altezza di 4 metri e per questa ragione non farà più ritorno a casa dalla sua famiglia è un inaccettabile tributo di sangue, come categoria del settore la Fillea Cgil ha più volte acceso i riflettori sul tema della salute e sicurezza ,sono anni che sosteniamo che servono maggiori controlli per far rispettare le misure di sicurezza nei cantieri sono anni che la nostra categoria sostiene che andrebbe istituito nel nostro ordinamento il reato di omicidio sul lavoro nei confronti di chi per non curanza delle norme causa queste tragedie , non vogliamo continuare a contare i morti, basta alla competizione e alla concorrenza basata sul ribasso dei costi che si ripercuote anche sulla sicurezza" .

Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL e Armando Murella, Segretario Regionale UGL Piemonte, esprimendo cordoglio ricordano che "E’ più che mai necessario potenziare la cultura della sicurezza sul lavoro, rafforzare i controlli e promuovere una maggiore formazione del personale, soprattutto laddove si svolgono mansioni a rischio infortuni".

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