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Al Direttore | 26 maggio 2021, 18:30

“Il gioco d’azzardo non è una passione. È una malattia”. La consigliera e capogruppo del Partito Democratico, Maria Ferlisi, risponde a Candelaresi

La capogruppo Pd in consiglio comunale riflette sul tema in una nota stampa

“Il gioco d’azzardo non è una passione. È una malattia”. La consigliera e capogruppo del Partito Democratico, Maria Ferlisi, risponde a Candelaresi

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa a firma del consigliere comunale Pd Maria Ferlisi, sul tema del gioco d'azzardo.

Vero. La giunta regionale ha approvato il nuovo disegno di legge sul gioco d’azzardo patologico, ma ora dovrà fare l’iter in commissione. 

Il gioco d'azzardo non è una passione ma una malattia, anzi, come riconosce l'organizzazione mondiale della sanità, la ludopatia è una vera e propria malattia mentale. Occorre difendere le persone e proteggendo la legge regionale numero 9 del 2016 si difendono e si tutelano le persone contro la ludopatia.

Come giustamente dice la consigliera regionale Monica Canalis “È insensato abrogarla a soli 5 anni di distanza, riducendo il ruolo dei sindaci e creando pericolose disparità tra gli esercenti che hanno rispettato le distanze dai luoghi sensibili e quelli che non l’hanno fatto”.

Non si tratta di una normativa proibizionista, ma semplicemente pone dei limiti, dei paletti, alla collocazione e agli orari di apertura delle sale slot, sale scommesse, ecc., a tutela dei luoghi sensibili e delle fasce di popolazione più a rischio. E quindi va difesa.

Non solo la politica ma a ricordarlo, ma anche la Commissione regionale per la Pastorale sociale e del lavoro della Conferenza episcopale di Piemonte e Valle d’Aosta e  una ventina tra associazioni e movimenti (tra cui Acli, Libera Piemonte, Gruppo Abele, Movimento Focolari Piemonte, Azione Cattolica Piemonte e Valle d’Aosta, Comunità Cenacolo, Comunità Papa Giovanni XXIII, Forum delle associazioni familiari del Piemonte, Giuseppini del Murialdo, Società San Vincenzo De Paoli).

La modifica ‘Leone’ non è altro che un’abrogazione totale della 9/2016, nonostante essa abbia permesso di contrastare il gioco d’azzardo patologico, il sovraindebitamento e il riciclaggio delle mafie nel settore.

In particolare l’articolo 13, quello che contrasta più efficacemente il gioco d’azzardo attraverso l’imposizione di distanze da luoghi sensibili come ospedali, Rsa, Chiese e scuole, ha previsto un periodo di transizione, per dar modo agli esercenti di adeguarsi, periodo che scade a maggio.

Sembra evidente che la fretta della Lega sia dettata dal voler mettere i gestori al riparo dalle eventuali sanzioni, 5 anni non sono stati sufficienti per mettersi in regola?

Gli argomenti a difesa dell’occupazione di chi lavora in questo settore sono pretestuosi, infatti la Legge regionale 9/2016 finora può aver contribuito a far perdere poche decine di posti di lavoro nelle sale slot, compensati dai posti di lavoro che si sono creati nelle tabaccherie.

Quello che invece è ben più grave, è il costo economico, sociale e sanitario causato da questa dipendenza.

Maria Ferlisi

capogruppo Pd in consiglio comunale

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