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Economia e lavoro | 06 giugno 2021, 12:15

Da inizio 2021 il lockdown è costato al Piemonte quasi tre punti di Pil: -0,2% invece di un +2,6% (ma andiamo meglio degli altri)

Il Comitato Torino Finanza della Camera di Commercio di Torino evidenzia ancora alcuni effetti della crisi nel nuovo anno, ma le cose dovrebbero presto migliorare, con una crescita stimata del 2,5% nel secondo trimestre

Immagine generica bilancio business

Nel primo trimestre 2021 il Pil del Piemonte ha ancora risentito degli effetti dei provvedimenti per contenere la pandemia da Covid-19 ed è lievemente calato (-0,2%) rispetto al primo trimestre dello scorso anno, comunque meno del Pil italiano (-1,4%), ma già nei primi due mesi del secondo trimestre si sono registrati segnali di ripresa, con una crescita del 2,5% rispetto all’analogo periodo del 2020. L’aumento potrebbe risultare ancora maggiore quando si conoscerà l’andamento del Pil del mese di giugno.

Lo dicono i dati diffusi in anteprima dal Comitato Torino Finanza della Camera di Commercio di Torino sullo stato di salute dell’ economia piemontese, in anticipo sulle stime dell’Istat e riportando anche variazioni trimestrali a livello di regione grazie a un modello statistico inedito e innovativo, definito “Pil Nowcasting”.

Con questo metodo è stato anche calcolato l’effetto del lockdown. Se le attività ferme fossero state attive, in Piemonte la variazione del Pil del primo trimestre sarebbe stata positiva, con un +2,6%. Questa indicazione è utile per capire la vitalità di fondo dell’economia piemontese.

Se si confronta, poi, il Pil piemontese del primo trimestre con quelli francese, tedesco ed europeo, emerge come il risultato sia stato migliore rispetto alla media europea (-1,7%) e alla Germania (-3,1%), e inferiore rispetto alla Francia (+1,2%).

Prosegue un andamento del Pil piemontese meno severo di quello italiano – sottolinea il Presidente del Comitato Torino Finanza, Vladimiro Rambaldi - per il probabile effetto della specializzazione manifatturiera, meno sensibile al lockdown delle attività turistiche e commerciali. Già l’ anno scorso Il Pil del Piemonte aveva fatto registrare una riduzione sensibilmente inferiore rispetto alla media italiana, -6,8%, contro -8.9%. Ma non dimentichiamo che mancano ancora 6 miliardi di Pil per recuperare la perdita del 2020 e 14 per tornare ai livelli pre crisi 2008”.

"I dati del Comitato Torino Finanza della Camera di commercio di Torino sembrano ridare fiducia al nostro tessuto economico e sociale - commenta il presidente di Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia -. Ma c'è ancora molta strada da fare, come istituzioni locali e nazionali, per recuperare tutto quello che il Covid-19 ci ha portato via: abbiamo una grande responsabilità nei confronti delle nostre imprese e dei cittadini. I nostri sforzi devono continuare a concentrarsi sul sostegno dei settori più colpiti da questa pandemia. Solo stando a fianco alle imprese piemontesi, potremo evitare contraccolpi all’occupazione e allo sviluppo della nostra regione”.

Massimiliano Sciullo

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