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Politica | 16 giugno 2021, 14:53

Caso Rasero-Gratteri, le opposizioni: “Inadeguato al ruolo, ora si dimetta”

Al netto dell'assenza di esponenti della giunta e della maggioranza all'incontro con il procuratore, sui durissimi giudizi espressi 'pesa' la frase del sindaco che ha affermato di non conoscerlo

Nel collage, da sinistra: Mario Malandrone, Maurizio Rasero e Massimo Cerruti

Come del resto prevedibile, le recenti dichiarazioni rilasciate a “La Stampa” e ribadite a margine di una conferenza stampa dal sindaco Rasero (CLICCA QUI per rileggere l’articolo) hanno gettato ulteriore benzina su un fuoco già di per sé decisamente ‘vivace’.

A poche ore dalla pubblicazione degli articoli, si registrano infatti già due durissime reazioni di esponenti dell’opposizione, il capogruppo M5S in Consiglio comunale Massimo Cerruti e il consigliere Mario Malandrone, esponente del gruppo “Ambiente, Asti”

Cerruti: Il Sindaco non é adeguato, si dimetta

Quindi tutta l’Amministrazione era assente perché il Sindaco non sapeva chi fosse Nicola Gratteri e il Vice era stanco. Ma veramente? La toppa è peggio del buco e di molto.

Il maldestro tentativo di giustificarsi facendosi scudo del cittadino medio (che lui proprio non é) od equiparando calciatori dell'Inter a magistrati antimafia non convince nessuno e ricopre di ridicolo l'istituzione che rappresenta.

Il Sindaco con le sue gravissime dichiarazioni danneggia oltre che se stesso anche una intera comunità fatta di gente perbene, in un colpo solo infanga tutte le persone oneste che credono nelle istituzioni e nei più valorosi servitori dello Stato, offende gli uomini delle forze di polizia e della magistratura che ogni giorno combattono per la legalità rischiando la vita, sminuisce persino gli organizzatori della bellissima manifestazione Passepartout e, con insopportabile strafottenza va a colpire uno dei maggiori simboli di legalità e giustizia che vi è in Italia. E i simboli contano!

Falcone e Borsellino hanno iniziato a morire dal momento in cui sono stati isolati e scherniti.

In maniera consapevole o meno, lancia pure un pericoloso segnale in una città ed in un territorio tutt’altro che immune alla criminalità organizzata.

Informiamo il Sindaco che Nicola Gratteri è un Procuratore della Repubblica, da sempre impegnato in prima linea contro la criminalità organizzata, artefice di innumerevoli operazioni contro i clan, contro i legami con i cartelli della droga messicani e colombiani, contro le ramificazioni in Lombardia.

Scrittore di numerosi libri e fautore di una costante campagna culturale di legalità, anche e soprattutto nelle scuole. Vive sotto scorta dall'aprile del 1989 e il ROS dei Carabinieri ha scoperto nella piana di Gioia Tauro un arsenale di armi che sarebbe potuto servire per un attentato ai suoi danni.

Basterebbe questo e, se non essere a conoscenza di tutto ciò è lecito, non lo é per un Sindaco e soprattutto non sono tollerabili dichiarazioni così beffarde e sprezzanti come purtroppo è troppo sovente abituato a fare.

Servono più moderazione, umiltà, senso istituzionale e meno strafottenza. E’ evidente da tempo come il signor Rasero non sia adeguato per il ruolo che svolge e dopo le sue gravissime parole di oggi sarebbe opportuno rassegnare le dimissioni a tutela della città che malamente rappresenta.

Massimo Cerruti - Capogruppo M5S in Consiglio comunale


MALANDRONE: Il "Chi è?" di Rasero su Gratteri non si addice a un Sindaco

Che Rasero dica che non sa chi è Gratteri, ammetta di non saperlo la dice lunga sulla preparazione sul tema della legalità da parte di Rasero.

Fa una riunione, pone la domanda e i suoi interlocutori, insegnanti forse, dicono di non conoscere Gratteri. 

Chiunque si sarebbe posto il problema del perché manchi informazione sull'attualità, sul perché non si conoscano temi così importanti, lui no, lui se ne compiace.

Un Sindaco tende a voler elevare l'educazione civica, la conoscenza della cittadinanza, lui invece pensa che i cittadini siano informati male quanto lui.

Forse gioca con chi non conosce, vuole farsi simile? Non è il ruolo di un Sindaco.

Vantarsi della non conoscenza, delegittimare con tale atto un uomo che ha un grande ruolo di contrasto alle mafie, legittimare l'ignorare ciò che accade non è ammissibile per un Sindaco.

La città è fatta di persone che invece studiano, si informano, si impegnano. L'astigiano medio non è uguale al Sindaco attuale,

per fortuna la maggioranza degli astigiani è più consapevole della realtà attuale di quanto lo sia l'attuale sindaco.

Il Sindaco dovrebbe essere un riferimento anche culturale, in un territorio non immune a illegalità e infiltrazioni mafiose.

Grave la risposta e l'elogio del non sapere del Sindaco, si è tolto da solo con un'intervista  autorevolezza per il ruolo che riveste. 

Non capiamo se ci è o ci fa... perché su un evento del genere, sulla sicurezza tutte le istituzioni, anche solo per la sicurezza vengono informate.

Quindi se Rasero gioca a fare il cittadino che non conosce, c'è una soluzione: può tornare a fare tranquillamente il cittadino, evitando di dare un immagine di Asti che crea imbarazzo.

Mario Malandrone - Consigliere comunale Ambiente, Asti

G. M.

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