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Agricoltura | 26 luglio 2021, 11:27

Appello di Confagricoltura alla Regione Piemonte per scongiurare la siccità

Allasia: "A rischio 140.000 ettari di mais. Necessario accelerare le procedure per assicurare l’irrigazione di prati, seminativi e coltivazioni orticole"

Appello di Confagricoltura alla Regione Piemonte per scongiurare la siccità

È necessario intervenire al più presto con un provvedimento d'urgenza, per evitare che la siccità produca danni irreparabili alle coltivazioni.

Il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia, ha chiesto alla Regione di adottare con sollecitudine le iniziative necessarie per assicurare l'irrigazione dei prati, dei seminativi e delle coltivazioni orticole, che sono in una fase vegetativa estremamente delicata.

Numerosi consorzi irrigui, in base alle normative che regolano il deflusso delle acque, stanno diminuendo le erogazioni per l'irrigazione, con la conseguenza che le portate, in molti casi, non sono più sufficienti per garantire la giusta umidità ai terreni coltivati. “Il cambiamento climatico in atto – chiarisce l’agronomo Roberto Abellonio, direttore di Confagricoltura Cuneo - fa sì che si scarichino vere e proprie bombe d'acqua localizzate in alcune aree e sporadiche bagnature in altre: così complessivamente il livello di umidità del terreno è estremamente basso e le colture, in assenza di irrigazione, patiscono la siccità”.

Dal monitoraggio che i tecnici di Confagricoltura stanno effettuando sul territorio – spiega Allasia - rileviamo che la riduzione dei volumi di acqua disponibile, in molti consorzi irrigui, impedisce l’ottimale irrigazione delle colture”.

A risentire maggiormente di questa situazione è il mais, coltivato su circa 140.000 ettari a livello piemontese, nella fase vegetativa della post fioritura - maturazione lattea, in cui è necessario il massimo apporto idrico.

Gli agricoltori hanno la hanno la necessità di irrigare ancora per almeno per una ventina di giorni – dichiara Ercole Zuccaro, direttore di Confagricoltura Piemonte - ed è necessario adottare tutte le misure utili per evitare un'eccessiva riduzione delle produzioni, che comprometterebbe anche la qualità del raccolto. Per questo abbiamo chiesto alla Regione Piemonte, che sappiamo essere sensibile alle istanze del mondo produttivo, di velocizzare le procedure per consentire di mettere in sicurezza Il sistema agricolo e la filiera zootecnica che s regge sulle produzioni del territorio”.

Ad Asti la produzione è di 512.160 quintali su una superficie di 8.536 ettari.

Comunicato stampa

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