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Attualità | 24 settembre 2021, 14:09

Fondi della Compagnia di San Paolo finanzieranno un progetto di riqualificazione dell’ex Casermone

E’ stata infatti approvata la proposta di intervento presentata dal Comune: il denaro servirà per sviluppare uno studio di fattibilità dell’effettivo intervento ipotizzato

L'ex caserma “Carlo Alberto” di Asti, comunemente denominata “Il Casermone”.

Il Casermone di Asti

La proposta di intervento intitolata “Rigenerazione urbana del complesso denominato “IL CASERMONE” di Asti”, presentata dal Comune di Asti, rientra tra i 14 progetti, su 22 pervenuti, che verranno finanziati dal bando “Prospettive Urbane. Studi di fattibilità per la rigenerazione urbana” della Compagnia di San Paolo.

Nello specifico, il progetto astigiano è uno degli 11 che sarà finanziato con l’importo massimo ottenibile, ovvero 50.000 euro. Somma che servirà a finanziare uno studio di fattibilità che propone la riqualificazione del complesso edilizio della ex caserma “Carlo Alberto” di Asti, comunemente denominata “Il Casermone”.

L’immobile, che corrisponde storicamente all’antico convento dei Carmelitani edificato nel XVI secolo e da allora rimasto sostanzialmente nelle forme originarie, a oltre 70 anni dalla chiusura definitiva della caserma Carlo Alberto (1945), risulta recuperato solo in parte lasciando complessivamente 7.200 mq circa di superficie calpestabile (oltre a 2.500 mq circa di cortile interno) in stato di abbandono.

Lo studio di fattibilità riguarderà il nuovo ruolo del fabbricato con il quale si prevede di realizzare alloggi per edilizia sociale (2.700 mq circa), spazi per servizi territoriali e socio-assistenziali di base, spazi di aggregazione, creazione di sedi per le associazioni no-profit cittadine, palestra interrata, sistemazione a verde attrezzato dell’area sovrastante la palestra e creazione di un bosco urbano.

“La proposta – afferma il sindaco Rasero - va a completare il processo di rigenerazione urbana dell’area già avviato con la realizzazione e l’ampliamento dell’Istituto Monti (1969-2021), dell’Archivio di Stato (2002), del Palazzo di Giustizia (2005), dello Spazio Kor e di Fuoriluogo (2017) e per tale ragione rappresenta una tappa importante del processo di valorizzazione rigenerazione di una delle aree più significative del centro storico”.

Redazione

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