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Cultura e tempo libero | 05 ottobre 2021, 16:38

Costigliole d'Asti 'rivendica' gli antichi fasti mediante un ambizioso progetto di restauro e riqualificazione [GALLERIA FOTOGRAFICA]

Il piano d'intervento, supportato dalla Compagnia di San Paolo, prevede il recupero di una ex chiesa nel centro storico e il completamento degli interventi in corso nei locali del castello

Ricca galleria fotografica costigliolese a cura di Efrem Zanchettin - Merfephoto

La foto è stata scattata all'interno del Museo di Arte Sacra presso la Chiesa della Confraternita di San Gerolamo (immagine, come tutte quelle che compongono la gallery, a cura di Efrem Zanchettin - Merfephoto)

Dopo un periodo di oggettiva opacità, conseguente le ben note vicende giudiziarie che videro protagonisti i fratelli Soria, Costigliole d’Asti sta vivendo una ‘rinascita’ turistica e culturale che l’Amministrazione comunale sta sapientemente sviluppando anche con il supporto economico di importanti enti quali la Regione Piemonte e la Compagnia di San Paolo.

Un progetto tanto ambizioso quanto di ampissimo respiro che riguarda anche la riqualificazione di due importanti realtà locali quali il castello, che si erge nel centro del paese e che già ospita il Consorzio del Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, e la ex Chiesa della Confraternita della Misericordia.

E proprio da quest’ultima, da ormai troppi anni abbandonata, è iniziato l’excursus nell’ambito del quale sono stati illustrati i lavori di ripristino effettuati e quelli in programma. Lo storico edificio, infatti, diventerà un centro culturale polivalente in grado di ospitare piccole mostre ma nel contempo di essere a disposizione dei costigliolesi e dei turisti.

L'EX CHIESA CHE DIVENTERA' UN CENTRO CULTURALE DI RIFERIMENTO

“L’amministrazione – ha spiegato l’architetto Marco Maccagno, responsabile dei restauri – ha inizialmente ragionato sulla riqualificazione delle aree esterne, che presentavano intonaci molto deperiti. A conclusione di quei lavori, che hanno riportato ove possibile l’edificio ai suoi colori originali, è stato quasi naturale individuarlo come chiave degli interventi, decidendo di farne un centro culturale che possa essere di riferimento per l’intero paese”.

“Il nostro paese è l’unico che confina con Langa, Roero e Monferrato, ovvero le tre aree vitivinicole riconosciute patrimonio dell’Umanità Unescoha sottolineato con orgoglio Enrico Alessandro Cavallero, sindaco del paese – ma non saremmo nulla senza il nostro importante passato. Pertanto tutte le scelte urbanistiche e culturali che attueremo terranno conto del passato per guardare al futuro, operando una sinergia tra pubblico e privato”.

“Sono parroco a Montechiaro, ma ho voluto mantenermi sempre costigliolese”, ha affermato invece don Paolo Prunotto, profondo conoscitore della storia dell’edificio che ha illustrato ai presenti, evidenziandone le opere quali la pala d’altare che è probabilmente stata l’ultima opera realizzata dal moncalvese Guglielmo Caccia e le decorazioni realizzate nel 1800 da Edoardo Calosso, rappresentanti il Battista decollato e il martirio di Sant’Agata, alla quale vennero asportati i seni dai suoi torturatori.

Sia Filippo Mobrici, presidente del Consorzio del Barbera, che Mario Sacco, nella doppia veste di presidente della Fondazione Asti Musei e del Polo Universitario Astiss, hanno invece rimarcato l’importanza di “fare sistema” per valorizzare compattamente le meraviglie del territorio. Un principio che ad Asti ha portato un netto incremento turistico che Asti Musei mira a “esportare” all’intera provincia.

Il tutto senza trascurare il fondamentale apporto dato dalle già citate Compagnia di San Paolo, rappresentata dal presidente Francesco Profumo, e Regione Piemonte, nella persona del vicepresidente Fabio Carosso, che ha orgogliosamente rimarcato il piacere di tornare frequentemente nell’Astigiano da cui lui stesso proviene. Profumo ha invece ringraziato gli organizzatori per “aver organizzato un evento come questo per il recupero di un bene così importante. Sono di origine ligure, ma conosco bene quest’area in cui mi fa sempre piacere tornare perché vi è grande umanità e capacità di investire sulla qualità della vita”.

Riscontrabile anche visitando il bellissimo Museo di Arte Sacra allestito presso la Chiesa della Confraternita di San Gerolamo, seconda tappa del fitto pomeriggio alla scoperta delle meraviglie architettoniche del paese. 

 

IL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DEL CASTELLO

I notevoli investimenti, non soltanto di natura economica, riguardano però anche il castello del paese – maniero di origine medioevale di cui il Comune è proprietario di parte della manica di nord est e della manica nord ovest – noto anche per essere stato residenza della celebre “contessa di Castiglione”. L’intervento di restauro e riqualificazione - coordinato dall'architetto Marco Maccagno, con la supervisione dell'architetto Rita Gonella dell'Ufficio tecnico comunale – è stato finanziato dal Bando della Regione Piemonte dedicato ai siti UNESCO, con un importo opere complessivo di 1.300.000 euro.

Gli interventi in programma coinvolgono il maniero su più livelli, ad iniziare dall’ammezzato dove alcuni locali verranno convertiti a servizio delle attività espositive e culturali che si svolgeranno al piano superiore. I saloni del piano nobile, ricchi di stucchi e dipinti, sono attualmente utilizzati per eventi culturali, mostre di arte e fotografia e conferenze, gestiti e coordinati direttamente dal Comune. Si è provveduto in precedenza al restauro degli ambienti di maggiore pregio, ma si presentavano ancora da recuperare alcuni ambienti significativi, tra i quali il "salone degli specchi". Con il progetto sviluppato, si restituiranno all'uso 258 metri quadri che renderanno completa la dotazione del piano nobile, consentendo la realizzazione di un percorso di visita completo e di grande potenzialità per la realizzazione di importanti manifestazioni culturali e di promozione del territorio.

Il secondo piano ospita gli uffici del Consorzio del Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, ma vi si trovano anche ampi spazi, rimaneggiati in epoca recente, che risultavano non utilizzabili in quanto privi di impianti e finiture, per una superficie di 710 metri quadri.

In tali locali troveranno collocazione una serie di ambienti e servizi costituiti da un salone conferenze, dotato di 117 posti a sedere e moderne attrezzature audio/video, al quale sarà abbinata una sala riunioni, di capienza più ridotta (40 posti). Una sala degustazione, prioritariamente orientata all'assaggio dei vini, alla quale sarà abbinata una cucina per la realizzazione di eventi di show cooking, tenuti da grandi maestri della cucina italiana, e per la preparazione di piatti a supporto di eventi che si svolgeranno nel castello (es. rinfreschi, ecc.) Oltre alla predisposizione di spazi, in un prossimo futuro, per la creazione del Museo della Barbera, che rappresenterà un elemento di fortissima attrazione turistica, anche grazie all'innovatività delle infrastrutture che vi saranno installate.

All’ultimo piano, corrispondente ad un aulico sottotetto, è stata ricavata una foresteria, dotata di camere con bagno. A queste si aggiungeranno nuove camere, per totali 240 metri quadrati (tra le quali una suggestiva camera circolare nella torre d'angolo), che completeranno la dotazione del servizio.

Infine si interverrà anche sulla facciata nord-est che, seppure non sia quella più rilevante, vi vede collocati gli ingressi di maggiore fruizione. Pertanto se ne sta attuando il restauro al fine di recuperare l’aulicità e l’eleganza complessiva del maniero. Destinato a ospitare grandi eventi culturali, con conseguente attrazione di importanti flussi turistici ed enoturistici.

Gabriele Massaro

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