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Al Direttore | 03 novembre 2021, 18:22

In consiglio comunale approdano due pratiche sul Palio di Asti. La minoranza: "Occorre condividere le riflessioni. La pratica sul regolamento sia ritirata"

Quaglia, Sutera Sardo, Ferlisi, Dolce, Malandrone, Spata, Cerruti, Bosia, Giargia, Anselmo e Veneto: "Il Palio è di tutta la città"

Offerta del Palio alla Collegiata (2021 MerfePhoto)

Offerta del Palio alla Collegiata (2021 MerfePhoto)

Il 4 novembre, in Consiglio Comunale, arriveranno due pratiche di estrema importanza inerenti il Palio di Asti.

La prima, che inserisce il Palio della città di Asti nello Statuto della città , recependo un suggerimento venuto dalla minoranza in commissione cultura, per consolidare il rapporto tra la città e la manifestazione che più caratterizza la nostra città.

Un comma aggiuntivo allo Statuto che recepiamo come base di partenza per una discussione in Consiglio , chiedendo da subito un confronto con la maggioranza per migliorarlo ed integrarlo con il Riconoscimento dell’alto Lavoro svolto dai Comitati e lo stretto legame tra città, Consiglio del Palio e regolamento del Palio.

La seconda pratica sembrerebbe un passaggio formale del regolamento del Palio, modificato negli anni dal consiglio del Palio in accordo con le differenti amministrazioni.

Il sindaco Rasero, in commissione cultura, l’ha presentata come una pratica che va a sanare modifiche mai recepite dal Consiglio Comunale e che servirebbe ad aprire la discussione su un possibile ente che potrebbe organizzare in futuro la manifestazione .

Già quest’ ultima considerazione necessiterebbe di sapere, prima del passaggio in Consiglio, quali siano le idee dell’ Amministrazione sull’eventuale ente palio, di quale forma giuridica si tratterebbe, di quale rapporto tale ente instaurerebbe con la città e con il Consiglio del Palio .

Quello che maggiormente ci preoccupa è la modifica inaspettata all’art 37 , che vorremmo fosse discussa prima in Consiglio del Palio, che negli scorsi mesi risulterebbe aver espresso opinioni contrastanti in merito.

Per decenni il legame tra Amministrazione e Consiglio del Palio ha garantito sempre modifiche condivise.

Comprendiamo perfettamente che tali modifiche necessitino di un passaggio consiliare ma l’equilibrio tra Amministrazione e soggetti coinvolti (tutti) nella manifestazione deve esser mantenuto, soprattutto su materie che così tanto sostanzialmente, e non solo formalmente, modificano l’assetto regolamentare.

Invitiamo pertanto da subito l’Amministrazione a ritirare la pratica e ad approfondirla su questa modifica, rendendoci da subito disponibili al confronto. Altro punto da approfondire è la relazione tra l’art. 37 (così come verrebbe modificato) e l’art. 63: occorre chiarire quale relazione e/o contraddizione ci sia tra i due testi.

Insomma: chiediamo che la pratica sul Regolamento del Palio sia ritirata e che si utilizzi il tempo a disposizione per approfondirla prioritariamente con il Consiglio del Palio e con i consiglieri comunali.

Solo allora potrà approdare in Consiglio Comunale: il Palio è di tutta la città e sarebbe opportuno che la pratica che lo riguarda fosse ampiamente condivisa.

I consiglieri comunali di minoranza

Angela Quaglia, Luciano Sutera Sardo, Maria Ferlisi, Giuseppe Dolce, Mario Malandrone, Giorgio Spata, Massimo Cerruti, Mauro Bosia, Davide Giargia, Michele Anselmo, Martina Veneto

Al direttore

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