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Attualità | 01 dicembre 2021, 12:26

La Galleria Argenta 'cartina tornasole' della zona di centro città commercialmente "addormentata" [FOTOGALLERY]

Un tempo vitalissima, dopo la chiusura di Upim e ospedale l'intera area è in forte sofferenza. Abbiamo chiesto a Confcommercio, Confesercenti e all'Amministrazione comunale come intendono affrontare il problema

Galleria fotografica della galleria commerciale Francesco Argenta a cura di Efrem Zanchettin - Merfephoto

Galleria fotografica a cura di Efrem Zanchettin - Merfephoto

Il successo ottenuto dai mercatini di Natale e la conseguenze soddisfazione dei commercianti della zona interessata, che hanno visto un netto incremento degli introiti, rende ancora più evidente la netta “frattura” che da anni caratterizza le due zone nelle quali si snoda corso Alfieri.

Alla sinistra di piazza Alfieri l’area pedonale, commercialmente nettamente più vitale, alla destra il tratto fino a piazza Primo Maggio che, dopo la chiusura dell’Ospedale e dell’Upim, ha visto una netta riduzione del giro d’affari e la chiusura di molteplici attività.

Incontrovertibile cartina tornasole di ciò si ha guardando alla Galleria Francesco Argenta, fino agli anni ‘90 estremamente vitale dal punto di vista commerciale ed oggi completamente abbandonata a sé stessa.

A tale riguardo, abbiamo chiesto a Claudio Bruno (direttore Ascom Confcommercio Asti), Andrea Visconti (presidente di Confesercenti Asti) e a Marcello Coppo (vicesindaco e assessore al Commercio) di fare il punto della situazione e indicare possibili correttivi del problema.


CLAUDIO BRUNO

Direttore, quell’area è in sofferenza ormai da anni…
E’ un problema di cui cercheremo di farci carico non appena partiremo attivamente con il Distretto del Commercio di Asti, che è nella fase di avvio, perché c’è da affrontare tutto un discorso di riqualificazione e rigenerazione urbana dell’intera zona. Cercheremo di capire come fare per rendere più attrattive alcune zone della città.

Come procede l’iter del Distretto?
C’è già stato un primo finanziamento da parte della Regione, di cui beneficerà anche Asti. A metà dicembre faremo poi una cabina di regia del Distretto, per iniziare a sviluppare concretamente iniziative che abbiano la finalità di riqualificare quell’area del centro, che va da piazza Alfieri a piazza San Pietro, che merita grande attenzione. Dovremo cercare di incrementare l’attrattività di quelle zone, perché per invogliare la presenza di nuovi insediamenti commerciali è ovviamente fondamentale che la zona sia attrattiva e viva.

Ipotizza di concentrare l’attenzione solo in quell’area o anche su altre?
Un lavoro di sviluppo riguarderà sicuramente quella zona ma non soltanto, perché abbiamo attuato un censimento della città individuando varie zone che necessitano di supporto sulle quali dovremo intervenire di concerto con il Comune. Noi abbiamo delle idee, i commercianti delle aspettative e quindi cercheremo di lavorare in sinergia con il Comune per trovare soluzioni sostenibili. Il tutto senza trascurare che in quella zona ci sono tre 'grandi contenitori', ovvero il vecchio ospedale, l'ex Upim e una parte della ex Caserma, che devono essere riqualificati".

 


ANDREA VISCONTI

Presidente, che ricordi ha di quell’area e come ritiene si dovrebbe intervenire?
Negli anni ‘90 era la zona in cui potevi trovare le cose più particolari, era bella da frequentare. Mentre ora è diventata zona di frequentazioni ambigue, tanto che oltre una certa ora mi risulta chiudano il cancello. Sul discorso di riqualificare l’area se ne parla da decenni, ma sul come intervenire operativamente è tutto da vedere perché sono equilibri delicati. Basta guardare ai mercatini di Natale, che stanno avendo grande successo con soddisfazione anche dei commercianti di quella zona. Basta spostarsi di qualche centinaia di metri, in corso Dante, ed è già di nuovo zona morta. Come normale che accada quando si concentra tutto in un’unica zona.

Quindi quale strada ritiene si dovrebbe percorrere?
Le associazioni di categoria ci sono, ma da sole non bastano: servono sinergie con imprenditori che abbiano voglia di investire e con le istituzioni quali Comune, Camera di commercio e la Provincia per trovare un punto d’incontro che consenta di far ripartire tutto il tratto di piazza Alfieri fino a piazza Primo Maggio. Spero che con la prossima amministrazione, perché ormai siamo agli sgoccioli del mandato di quella attuale, si possa trovare un punto di confronto.


In sostanza, far fronte comune…
I soldi per attivarsi ci sono, ma servono idee, forze e soprattutto la volontà di fare squadra, che da noi è sempre mancata. Abbiamo da sempre l’invidia del vicino, guardiamo ad Alba che ci riesce… ma noi non facciamo mai niente di concreto per cambiare le cose. Forse dipende anche dal fatto che sono sempre gli stessi a occupare i posti decisionali, quindi magari vengono meno le idee che potrebbero portare delle ‘facce nuove’. Ma comunque il punto non è muovere critiche, quanto fare qualcosa di costruttivo. Noi ci siamo.


MARCELLO COPPO

Assessore, l’Amministrazione come sta affrontando il problema?
Il problema è far rivivere la zona. Noi abbiamo presentato, nell’ambito del PNRR, il riutilizzo della Colli di Felizzano per una parte universitaria indirizzata in particolare nell’ottica dell’enomeccanica. La presenza di più studenti porterebbe indubbiamente benefici, perché è ovvio che più c’è movimento in zona e meglio è. Inoltre, con l’approvazione della variante al Piano Regolatore, abbiamo approvato una norma che va a specificare bene gli extra oneri per i grandi contenitori, quelli sopra i 10.000 metri cubi. Per cui ritengo possa esservi maggior interesse imprenditoriale ad investire nella zona ex Upim.

Quali misure ritiene debbano essere adottate per rivitalizzare l’area?
Intanto investiamo sul rilancio del commercio attraverso iniziative come il mercatino di Natale che, visto il successo, l’anno prossimo potrebbe anche essere allargato per portare un incentivo turistico maggiore anche in altre aree del centro. Ovvio che il compito del Comune è di riuscire a riattivare il commercio. Se ci fosse un’attività commerciale dove c’era l’Upim e una universitaria nella ex Colli l’intera zona si rivitalizzerebbe. Perché dobbiamo capire che ai commercianti non basta un taglio del 10 o 20% dell’IMU: non ci si regge su 50 euro al mese risparmiati, ci si regge se c’è passaggio di gente.

Cosa risponde a chi lamenta l’incapacità astigiana di ‘fare squadra’?
Che da quando c’è questa Amministrazione sono state fatte tante cose: dall’ATL adl distretto del commercio passando per Asti Musei. Siamo ben disposti ad ascoltare ogni proposta e ogni volta che abbiamo fatto qualcosa abbiamo sempre aperto a tutte le associazioni di categoria, quindi non penso si possa additare a questa Amministrazione che non si trovi una modalità per far squadra. Certo, è vero che il problema di Asti è, da sempre, che ognuno guarda esclusivamente al suo cortile, ma da quando c’è questa Amministrazione abbiamo sempre cercato di tenere la barra dritta.

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