/ Politica

Politica | 15 dicembre 2021, 17:55

"Il ritorno delle Province? Un occasione per Asti". Il comitato spontaneo Asti Oltre chiede un ruolo centrale

"Per la Provincia, ente dato per morto poi rimpianto, si apre dunque una nuova prospettiva che va arricchita da subito di contenuti"

"Il ritorno delle Province? Un occasione per Asti". Il comitato spontaneo Asti Oltre chiede un ruolo centrale

Il comitato spontaneo Asti Oltre che raccoglie (al momento), un'ottantina di firmatari torna, con una nota, sul ruolo centrale delle Province.

Avevamo visto giusto alcuni mesi fa. Le Province, istituzioni previste dalla Costituzione, devono avere un futuro in linea con lo status che la Carta attribuisce loro come elementi costitutivi della Repubblica.

E lo avranno. A patto che sappiano recuperare, da subito, un ruolo decisivo di coordinamento e programmazione territoriale in una fase cruciale per il nostro futuro come quella che si apre proprio ora con l'uscita dei bandi per i fondi del PNRR. È un'occasione unica e irripetibile che Asti non può permettersi di sprecare. Realtà a noi contigue, a partire da Cuneo, si stanno muovendo. Non ci saranno scuse se non sarà in grado di farlo anche la nostra classe dirigente. E i danni saranno pesanti per tutti.

Occorre mettere in campo strategie e capacità di progettazione, da subito. In attesa di nuovi poteri e fondi la Provincia diventi contenitore di idee di programmazione e sviluppo, un laboratorio in cui si pongono le basi per il futuro del nostro territorio.

Mentre sabato 18 dicembre gli amministratori dei Comuni di 72 provincie, tra cui Asti, voteranno per il rinnovo dei Consigli Provinciali, il Governo si appresta, infatti, a varare un disegno di legge, collegato alla manovra economica 2022, in cui saranno loro attribuiti nuovi importanti compiti e saranno ripristinati organi come la Giunta e quindi le figure degli assessori, mentre verranno uniformate le scadenze dei mandati di Presidenti e consiglieri.

Si tratta di una svolta importante a livello di nuovo riconoscimento nazionale di un ruolo che era stato penalizzato da una riforma intempestiva e rimasta monca, con conseguenze negative sui territori e sui servizi per i cittadini.

Per la Provincia, ente dato per morto poi rimpianto, si apre dunque una nuova prospettiva che va arricchita da subito di contenuti con la partecipazione più ampia delle energie vive del territorio.

Senza entrare nel merito delle scadenze immediate e delle scelte politiche effettuate dagli amministratori del nostro territorio che hanno portato alla formazione di una unica lista in vista della scadenza elettorale imminente, come gruppo informale della società civile, riteniamo opportuno cogliere l'occasione per esprimere l'augurio che il nuovo Consiglio, che risulterà eletto, sappia supportare in modo adeguato nei mesi a venire il Presidente Paolo Lanfranco, il cui mandato scadrà a primavera 2022.

Gli ultimi mesi hanno visto il vertice della Provincia impegnato in una battaglia di principio per il ripristino a livello locale di una corretta dialettica istituzionale che riporti il momento delle scelte strategiche, vitali per lo sviluppo, nei corretti ambiti istituzionali, spesso surrogati da poteri impropri delegati a soggetti economici di diritto privato come Fondazione bancaria e gli stessi Gal (Gruppi di azione locale) per la gestione di cospicui fondi europei: ambiti in cui, a livello astigiano, appare impossibile non vedere intrecci di poteri e concentrazioni di ruoli in poche persone a dir poco inopportuni e censurabili dal punto di vista etico (ammesso che si possa ancora, come vorremmo, parlare di etica a proposito di politica, intesa come servizio).

Occorre ridare forza alle Province, il solo ente intermedio che, sia pure con elezione di secondo grado, rappresenta tutti gli oltre duecentomila cittadini, può esprimere capacità di sintesi in termini di programmazione di strategie di sviluppo e coesione territoriale tra tutti i 118 Comuni.

Ci auguriamo che gli amministratori comunali, delegati al voto in nome e per conto degli elettori che li hanno a suo tempo espressi, sappiano scegliere per il nostro territorio la classe dirigente migliore, capace di non appiattirsi, ribadiamo, su scelte di corto respiro in un sistema di potere che riconduce sempre e comunque alle decisioni ristrette nelle mani di pochissime persone che di volta in volta ricoprono ruoli, in evidente conflitto di interessi, di elargitori di fondi e controllori del buon esito degli stessi.

La Provincia c'è. Ci auguriamo che la nuova classe dirigente, cui fin da ora esprimiamo l'augurio di buon lavoro, sappia guardare oltre. Oltre il contingente e le piccole beghe e camarille di potere: occorre recuperare spazi di democrazia, che è partecipazione, e saper guardare oltre campanili e appartenenze, almeno al 2035, quando la Provincia di Asti compirà un secolo.

AstiOltre

Comitato spontaneo

Al direttore

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium