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Sanità | 19 gennaio 2022, 13:31

Nursing Up: le tredici assunzioni di infermieri non bastano, al Massaia l’emergenza personale continua

Netta presa di posizione della sigla sindacale, che chiede altresì alla Regione di non trasformare l’ospedale astigiano in un presidio solo Covid

Enrico Mirisola, segretario aziendale Nursing Up di Asti

Enrico Mirisola, segretario aziendale Nursing Up di Asti

L’assunzione di 13 infermieri effettuate dall’Asl di Asti è “Un piccolo passo avanti in un oceano di difficoltà”. Lo ha sostenuto il Nursing Up, sindacato degli infermieri e delle professioni sanitarie, per tramite del segretario regionale Claudio Delli Carri e del segretario aziendale Nursing Up di Asti, Enrico Mirisola

“Si tratta davvero di una sola goccia in mezzo al mare di difficoltà che quotidianamente affrontiamoaffermano i due – Infatti, tra sospesi, contagiati a casa e assenze per i classici malanni di stagione è chiaro che le assenze superano di gran lunga il reintegro di personale che è stato effettuato: la situazione rimane estremamente difficile, e il saldo tra chi non c’è e chi invece dovrebbe sostituire gli assenti rimane gravemente insufficiente”.

Per i rappresentanti del Nursing Up è necessario un vero “cambio di passo”, un’azione più concreta e determinata sulle assunzioni e sui tetti di spesa per il personale che parta dalla Regione. “Sappiamo che la Regione ha sbloccato, dopo i nostri svariati appelli, le graduatorie per poter stabilizzare i colleghi già impegnati nei reparti del nostro ospedale astigiano – aggiungono Mirisola e Delli Carri – Ora attendiamo, però, che vengano “sbloccati” anche i tetti di spesa per il personale, perché se da parte dell’azienda c’è l’impegno ad assumere nuovi operatori sanitari, dall’altra questo impegno “a parole” deve tramutarsi in “fatti” nel più breve tempo possibile con i corretti finanziamenti a disposizione”.

IL MASSAIA NON DIVENTI SOLO PRESIDIO COVID

Altra partita aperta fondamentale, sulla quale il Nursing Up non intende derogare, è il futuro immediato dell’ospedale Astigiano, che secondo il sindacato non può diventare solo un “presidio Covid” cancellando gli altri servizi alla comunità.

“Chiediamo alla Regione Piemonte e alla Direzione Asl Asti, di non trasformare l'ospedale astigiano in una struttura esclusivamente Covid attaccano i due sindacalisti –. Sarebbe un grave errore. Vanno invece aumentate le possibilità di spesa disposizione della nostra Asl per poter dare la possibilità alla Direzione dell’ospedale di Asti di assumere più operatori per quelle che sono le attività ordinarie e straordinarie in modo da continuare a fornire agli utenti del nostro territorio un servizio completo e di eccellenza. Su questo preciso punto l'Azienda sanitaria astigiana ci ha risposto impegnandosi ad un confronto a breve con la Regione".

"Ribadiamo - concludono i due esponenti sindacali -: è impensabile convogliare gli operatori rimasti solo a sostenere i reparti Covid, trasformando di fatto il nostro nosocomio, unico presidio di provincia che raccoglie un bacino d’utenza di migliaia di persone, in una struttura totalmente ed esclusivamente Covid costringendo così la popolazione ad interrompere gli esami programmati, le visite e gli screening. Aspettiamo riposte immediate dall’incontro tra la Regione e la Direzione Sanitaria di Asti”.

Redazione

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