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Sport | 25 luglio 2022, 18:47

L'appello di mister Boschetto ai tifosi: "Siamo carichi e ambiziosi, ora abbiamo bisogno del vostro supporto"

L'allenatore dell'Asti, soddisfatto per la campagna acquisti della squadra, vuole una stagione caratterizzata da "entusiasmo, giovinezza e intraprendenza"

Foto di gruppo per l'Asti Calcio (Ph. Merfephoto - Efrem Zanchettin)

Foto di gruppo per l'Asti Calcio (Ph. Merfephoto - Efrem Zanchettin)

Dopo una stagione altalenante, caratterizzata dal cambio in panchina tra l’allenatore della promozione Davide Montanarelli e Riccardo Boschetto, riconfermato alla guida dei biancorossi dopo i buoni risultati ottenuti, l’Asti Calcio - pienamente supportata dal consigliere e main sponsor Bruno Scavino (CLICCA QUI per rileggere l'intervista) si appresta a disputare la seconda stagione consecutiva in serie D, auspicabilmente senza più le ansie da neo promossa.

A margine del raduno della squadra, ritrovatasi nel pomeriggio per la presentazione a giornalisti e fotografi, abbiamo posto alcune domande a Riccardo Boschetto.

 

Mister, lei è arrivato alla guida della squadra a metà della scorsa stagione, in un momento particolarmente complesso. Cosa è cambiato da allora?

Abbiamo messo a posto alcune cose, ma nulla di particolare, perché la squadra aveva già grandi qualità intrinseche. Solo che si portava dietro qualche problema di spogliatoio, di poca convinzione legata all’essere neo promossa e pertanto il timore di non riuscire a trovare continuità di risultati. I ragazzi hanno risposto positivamente alle sollecitazioni e quindi abbiamo messo ‘la chiesa al centro del villaggio’ dandoci delle priorità che il gruppo, intelligentemente, ha capito. Ma ribadisco: avevano comunque le qualità necessarie per potersi salvare.

 

Spostando lo sguardo all’immediato futuro, la società ha operato con saggezza e oculatezza sul mercato, può dirsi soddisfatto?

Concordo sul fatto che – compatibilmente con il nostro budget e con la situazione di mercato tutt’altro che facile, vista la difficoltà a convincere i giovani che aspirano tutti a fare i professionisti, mentre sui ‘vecchi’ c’è una concorrenza importante – ci siamo mossi bene. Abbiamo fatto operazioni forse non di primissimo livello, ma con idee, attuando scelte in parte coraggiose e con l’obiettivo di dar vita a sfide esaltanti per la società e i giocatori. Ora non ci resta che completare qualche piccolo aggiustamento, in dirittura d’arrivo. Oggi abbiamo ufficializzato Manfré e a breve dovremmo chiudere con un 2003 del Toro, ma non le anticipo chi perché non sarebbe giusto né per la società e né nei confronti del ragazzo.

 

Venendo alla rosa, non le chiedo ovviamente giudizi sui singoli ma, nell’insieme, quali sono le sue aspettative?

Per quanto riguarda la parte ‘vecchia’, ovvero i confermati, ho voluto fortissimamente mantenere il più possibile immutato l’impianto della scorsa stagione, ritenendo che siano emersi valori importanti e nell’ottica di un ulteriore step di crescita che mi attendo. Invece dai giovani mi aspetto dei ragazzi fortemente motivati, consapevoli che il loro arrivo qui è stato ragionato e fortemente voluto e del fatto che disputeranno la stagione in una piazza blasonata e ambiziosa. Devono essere consapevoli che non sono qui per fare ‘il compitino’, ma per affermarsi. Da parte nostra, faremo tutto il possibile per metterli nella condizione di riuscirci.


Dovesse sintetizzare il suo pensiero, quale ritiene debba essere l’obiettivo stagionale dell’Asti?

Sicuramente gli obiettivi in termini di risultati e classifica li decideremo a fine preparazione: quello che stiamo vivendo è un momento importante della stagione e alla fine di questo periodo capiremo esattamente quale dev’essere il nostro obiettivo. Certamente, ad oggi, quella che ritengo sia la nostra mission primaria è riuscire a ricreare un grande entusiasmo intorno a questa squadra. Abbiamo bisogno di riportarla ad un rapporto diverso con i tifosi, abbiamo bisogno del loro sostegno, trasferendo loro l’entusiasmo. E proprio l’entusiasmo, con la giovinezza e l’intraprendenza, sono gli elementi che voglio colleghino squadra e tifosi, perché va bene arrivare alla partita decisiva di fine anno con 800-1.000 tifosi a sostenerci, ma io voglio ci siano ad ogni match.

Gabriele Massaro

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