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Attualità | 09 agosto 2022, 07:47

Spostamento rom a Castello di Annone: la sindaca Ferraris scrive al ministro Lamorgese

La proposta arrivata da Asti non piace alla sindaca: "Un Comune di 1900 abitanti non può sostenere una situazione di questo tipo"

L'hub di Castello di Annone

L'hub di Castello di Annone

Non è piaciuta alla sindaca di Castello di Annone, Silvia Ferraris, la proposta del sindaco di Asti, Maurizio Rasero, di poter spostare temporaneamente i rom rimasti in via Guerra, nei locali dell’ex deposito dell’aeronautica che hanno ospitato recentemente gruppi di richiedenti asilo.

La notizia fa discutere i territori da settimane. In un'intervista rilasciata giorni fa a La Stampa, il prefetto, Claudio Ventrice, aveva rimarcato che fosse una criticità da risolvere esclusivamente dal Comune di Asti.

Silvia Ferraris, dopo il Prefetto, ha parlato anche con il presidente della Regione, Alberto Cirio che si è detto disponibile ad appoggiare politicamente le tesi del Comune di Annone.

"Ciononostante - scrive la sindaca -  nei giorni successivi si sono succeduti vari articoli giornalistici che davano risalto alla proposta e che davano notizia di una nota inviata dal Sindaco di Asti al Ministero dell’Interno per prospettare la loro soluzione. Personalmente ho espresso ripetutamente la mia opposizione al trasferimento e, a margine dell’ultimo Consiglio Comunale, mi sono impegnata a condividere con i concittadini la comunicazione ufficiale dell’Amministrazione Comunale e mia personale sull’intera vicenda".

Nella lettera inviata a Lamorgese, la sindaca Ferraris, rimarca che sia il prefetto Ventrice, che il predecessore Terribile erano contrari a una soluzione di questo tipo. "Castello di Annone - scrive - è un Comune di circa 1900 abitanti, che oggettivamente non può sostenere una situazione di questo tipo, non avendo sufficienti servizi sociali né agenti di polizia locale. Inoltre il citato gruppo di Rom di circa 75 persone è da anni residente sul territorio di Asti, pertanto non comprendiamo perché un problema di una città di circa 75mila abitanti debba trovare come unica soluzione il loro spostamento nel territorio di un altro Comune".

E ci tiene a rimarcare che non si tratta assolutamente di chiusura ad un gruppo etnico, "perché da sempre la nostra politica prevede inclusione ed aiuto, ma di sostenibilità. Nel corso degli anni il territorio del nostro Comune ha visto infatti transitare migliaia di profughi richiedenti asilo, ma in questo caso la situazione che si verrebbe a creare è molto diversa".

Un problema anche sociale, dato che sui social monta la protesta di gruppi di cittadini che non hanno nascosto il loro disappunto.

"Ho il timore  - conclude la sindaca - che tali proteste possano dar luogo a situazioni che mettano in pericolo la tranquillità e l’ordine pubblico della nostra piccola comunità. Mi permetto di aggiungere che l’hub non si presterebbe a tale scopo, difficilmente potrebbe essere utilizzato per ospitare dei nuclei familiari, visto che durante l’emergenza arrivavano immigrati, perlopiù singoli individui di sesso maschile, che alloggiavano nelle camerate della vecchia struttura, struttura che nel tempo è stata adattata a tale scopo; attualmente inoltre all’interno dell’ex base militare, sono presenti i magazzini della protezione civile di tutta la provincia di Asti con i propri mezzi e materiali".

Nella sua lettera Ferraris, sottolinea come il piccolo paese abbia sostenuto emergenze e difficoltà, ma questa nuova situazione non sia praticabile e chiede a Lamorgese di "Ascoltare la voce di un piccolo Comune".

La lettera integrale

Betty Martinelli

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